jueves, 19 de noviembre de 2015

TEATRO COCCIA - NOVARA IL BARBIERE DI SIVIGLIA

Melodramma buffo in due atti 
Musica di Gioachino Rossini, su libretto di Cesare Sterbini
da «Le barbier de Seville ou l’inutile precaution» di P.de Beaumarchais
Prima rappresentazione: Roma, Teatro Argentina, 20 febbraio 1816

Regia di Alessio Pizzech
Direzione d’orchestra di Nicola Paszkowski
Scene e costumi Pier Paolo Bisleri – Luci Claudio Schmid - Assistente alla regia Antonio Ligas
OGI Orchestra Giovanile Italiana – Ensamble LTL Opera Studio

Edizioni Casa Ricordi - Edizione critica della partitura a cura di Alberto Zedda
Coproduzione Fondazione Teatro Goldoni di Livorno, Azienda Teatro del Giglio di Lucca,
Fondazione Teatro Verdi di Pisa e Fondazione Teatro Coccia Onlus di Novara
PERSONAGGI E INTERPRETI
Il Conte d’Almaviva (tenore) Alfonso Zambuto
Don Bartolo (basso) Davide Franceschini
Rosina (mezzosoprano) Alessia Martino
Figaro (baritono) William Hernandez
Don Basilio (basso) Eugenio Di Lieto
Berta (soprano)  Máriam Guerra Chamorro
Fiorello (basso) Federico Cucinotta
Ambrogio Andrea Gambuzza
Notaio Diego Savini
Un ufficiale Massimiliano Svab


Il Teatro Coccia di Novara ancora una volta merita l’apprezzamento del pubblico per le scelte, le collaborazioni artistiche e di produzione. ‘Il Barbiere’ andato in scena a metà novembre è il risultato di una collaborazione con il Laboratorio Toscano per la Lirica (premio Abbiati  2013) sull’edizione critica musicale del Maestro Alberto Zedda.
L’impressione ricavata dalla messa in scena sono la freschezza, la giocosità e l’arcobaleno di colori nell’essenzialità della scena e dei costumi di Pier Paolo Bisleri esaltati dallE nette luci, anch’esse vivide e colorate, di Claudio Schmidt
L’opera,una delle più rappresentate al mondo, è stata affrontata da diversi registi con altrettante visioni; quella in questione, di Alessio Pizzech,   è modernamente essenziale, curando però di avere tutti i dettagli ed i simboli sul palco; ecco infatti linearmente rappresentate con grandi persiane chiare e stilizzate  la vetrina con le parrucche, la sedia del barbiere, il balcone, la scala,  la piazza ed il salotto di don Bartolo, il tutto condito con giovanile freschezza e parecchie gags e movenze allusive, come per Berta, qui più che efficacemente interpretata da Mariam Guerra Chamorro, che non perde occasione per ‘tentare’ i vari protagonisti invitandoli a sculacciarla e non perde neppure occasione per una tentata danza con Rosina.
L’orchestra ed il coro anch’esse sono composte da elementi giovani e briosi, che sotto la direzione attenta di  Nicola Paszkowski hanno offerto una buona esecuzione  rispettosamente fedele. Parimenti e simpaticamente, quanto abilmente  in scena gli elementi dell’Ensemble LTL opera studio.
Gli interpreti sono veramente da applaudire per l’impegno profuso, la gioia interpretativa ed per il buon risultato ottenuto non solo per l’aspetto vocale, ma anche attoriale.
Alfonso Zambuto è il tenore leggero che con i tre travestimenti ha dato vita al Conte d’Almaviva  con voce sicura e brillante. Don Bartolo  è stato buffamente interpretato e con voce corposa, da Davide Franceschini che in un certo senso ha rivisitato il personaggio rendendolo ancor più buffo; Alessia Martino, Rosina è stata maliziosamente aggraziata ed ha ben affrontato il ruolo con voce sicura nei vari registri. Il  basso costaricano William Hernandez ha interpretato Figaro con  movenze da palcoscenico tra  Freddie Mercury ed Elvis Presley (Elvis the pelvis): giovane e brillante oltre ad aver esposto un’apprezzata agile interpretazione vocale ha esibito notevoli  agilità da danzatore acrobatico.
Don Basilio con le maniche alla pipistrello è stato anche calato dall’alto , dovendo cantare sospeso in aria, ma con aplomb e professionalità  Eugenio di Lieto ne ha dato una seriosamente buffa, quanto convincente interpretazione, scevra da facili ammiccamenti ed espressioni scontate: bel timbro e bel colore.
Federico Cucinotta ha vestito i panni di Fiorello restando parecchio in scena e  dimostrando di saper stare sul palcoscenico con disinvolta sicurezza, avallata anche da una voce profonda ed arrotondata che può agevolmente affrontare ruoli più impegnativi. Come si è già accennato al ruolo di Berta, anche quello di Ambrogio, ricoperto dal mimo Andrea Gambuzza, merita una pregevole nota, infatti in questa produzione sono stati entrambi parte integrante dello spettacolo ravvivandolo e riempendolo con la loro presenza sempre pertinente, puntuale e spiritosa. Seppure in ruoli di poche battute meritano sicuramente un cenno positivo sia Diego Savini-notaio e Massimiliano Svab-un ufficiale.
Ancora una volta il melodramma buffo sull’Inutil Precauzione, ha sicuramente  attratto e divertito.
La Musica vince sempre.

Renzo Bellardone

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