viernes, 3 de noviembre de 2023

LA GAUCHE CONTRE LES LUMIÈRES ? DE STÉPHANIE ROZA. EXPOSITION RIO-BUENOS AIRES 1909. MUSÉE ALBERT-KAHN

 


Depuis plusieurs années déjà s’élèvent des critiques d’une radicalité inouïe contre le cœur même de l’héritage des Lumières : le rationalisme, le progressisme, l’universalisme.

Ces critiques se revendiquent de l’émancipation des dominés, marqueur traditionnel des différents courants de gauche.

Mais s’inscrivent-elles dans le prolongement de celles qui, depuis l’émergence des mouvements socialiste, communiste ou anarchiste, avaient pour horizon un prolongement et un élargissement des combats des Lumières « bourgeoises » ?



Il est malheureusement à craindre que non.

Une partie de la gauche est-elle dès lors en train de se renier elle-même ?

Stéphanie Roza est chargée de recherches au CNRS, spécialiste des Lumières et de la Révolution française. Ses recherches actuelles portent sur l’héritage du XVIIIe siècle français dans le monde contemporain. 

Elle a publié Comment l’utopie est devenue un programme politique. Du roman à la Révolution (Classiques Garnier, 2015). A paraître : Lumières de la gauche (Editions de la Sorbonne).



ET AUSSI...


MUSÉE DÉPARTAMENTALE ALBERT-KAHN

EXPOSITION "RIO - BUENOS AIRES 1909"
Vue de l'exposition © CD92 C. Bergy

Face au succès de l'exposition "Rio - Buenos Aires 1909", nous la prolongeons jusqu'à la fin de l'année !
L'occasion de vous laisser emporter par les histoires des capsules sonores, de rêver de voyage devant les premières images en couleurs du Brésil, de vous initier à l'analyse des images...
Pour prolonger le voyage, suivez les visites guidées, les ateliers en famille et ne manquez pas la projection musicale El otro, el mismo, le dimanche 19 novembre à 16h.

IL TOCCO DI PIGMALIONE. RUBENS E LA SCULTURA A ROMA. GALLERIA BORGHESE. LOUVRE: NAPLES DANS LE REGARD DES CINÉASTES

 a cura di Francesca Cappelletti e Lucia Simonato

14 novembre 2023 – 18 febbraio 2024

Dal 14 novembre con la mostra Il tocco di Pigmalione. Rubens e la scultura a Roma, a cura di Francesca Cappelletti e Lucia Simonato, la Galleria Borghese inaugura la seconda tappa di RUBENS! 

La nascita di una pittura europea, un grande progetto realizzato in collaborazione con Fondazione Palazzo Te e Palazzo Ducale di Mantova che racconta i rapporti tra la cultura italiana e l’Europa attraverso gli occhi del Maestro della pittura barocca, e si inserisce anche in una più ampia ricerca della Galleria dedicata ai momenti in cui Roma è stata, all’inizio del Seicento, una città cosmopolita.

Con oltre 50 opere provenienti dai più importanti musei al mondo – tra cui il British Museum, il Louvre, il Met, la Morgan Library, la National Gallery di Londra, la National Gallery di Washington, il Prado, il Rijksmusem di Amsterdam, solo per citare alcuni – la mostra è divisa in 8 sezioni.

 Il tocco di Pigmalione sottolinea il contributo straordinario di Rubens, alle soglie del Barocco, a una nuova concezione dell’antico e dei concetti di naturale e di imitazione, mettendo a fuoco la novità dirompente del suo stile e come lo studio dei modelli costituisca un’ulteriore possibilità per un nuovo mondo di immagini. 

Per questo la mostra tiene conto non solo delle opere italiane che documentano lo studio appassionato e libero dagli esempi antichi, ma anche della sua capacità di rileggere esempi rinascimentali e confrontarsi con i contemporanei, approfondendo aspetti e generi nuovi.

“Calamita per gli artisti del Nord Europa fin dal Cinquecento, la Roma di Rubens, fra i pontificati Aldobrandini e Borghese, è il luogo dove studiare ancora l’antico, di cui si cominciano a conoscere i capolavori della pittura, con il ritrovamento nel 1601 delle Nozze Aldobrandini – sottolinea Francesca Cappelletti, Direttrice Galleria Borghese e curatrice della mostra –.

È il momento della Galleria Farnese di Annibale Carracci e della cappella Contarelli di Caravaggio, di cui si stordisce una generazione. Attraverso gli occhi di un giovane pittore straniero come Peter Paul Rubens guardiamo ancora una volta all’esperienza dell’altrove, cerchiamo di ricostruire il ruolo del collezionismo, e della collezione Borghese in particolare, come motore del nuovo linguaggio del naturalismo europeo, che unisce le ricerche di pittori e scultori nei primi decenni del secolo.”

Nel corso del Seicento Peter Paul Rubens viene considerato dai contemporanei, l’erudito francese Claude Fabri de Peiresc e altri letterati della République de Lettres, uno dei più grandi conoscitori di antichità romane: nulla sembra sfuggire alla sua capacità di osservazione e al suo desiderio di interpretare gli antichi maestri, e i suoi disegni rendono vibranti le opere che studia, aggiungendo movimento e sentimento ai gesti e alle espressioni.

Rubens mette in atto nelle storie quel processo di vivificazione del soggetto che utilizza nel ritratto. In questo modo marmi, rilievi ed esempi celebri di pittura rinascimentale escono ravvivati dal suo pennello, come anche le vestigia del mondo antico. Un caso esemplare è quello della famosa statua dello Spinario che Rubens disegna, a sanguigna, e poi con carboncino rosso, riprendendo la posa da due punti di vista diversi. 

In questo modo il disegno sembra eseguito da un modello vivente invece che da una statua, tanto da far immaginare ad alcuni studiosi che il pittore abbia utilizzato un ragazzo atteggiato come la scultura. Questo processo di animazione dell’antico, per quanto eseguito nel primo decennio del secolo, sembra anticipare le mosse di artisti che, nei decenni successivi al suo passaggio romano, verranno definiti barocchi.

Come le intuizioni formali e iconografiche di Rubens filtrino nel ricco e variegato mondo romano degli anni Venti del Seicento è un problema che non è stato ancora affrontato in modo sistematico dagli studi.

La presenza in città di pittori e scultori che si erano formati con lui ad Anversa, come Van Dyck e Georg Petel, o che erano entrati in contatto con le sue opere nel corso della formazione, come Duquesnoy e Sandrart, garantì di certo l’accessibilità dei suoi modelli a una generazione di artisti italiani ormai abituati a confrontarsi con l’Antico alla luce dei contemporanei esempi pittorici e sulla base di un rinnovato studio della Natura. 

Tra tutti, Bernini: i suoi gruppi borghesiani, realizzati negli anni Venti, rileggono celebri statue antiche, come l’Apollo del Belvedere, per donare loro movimento e traducono in carne il marmo, come avviene nel Ratto di Proserpina.

“In questa sfida tra le due arti, Rubens dovette apparire a Bernini come il campione di un linguaggio pittorico estremo, con cui confrontarsi: per lo studio intenso della natura e per la raffigurazione del moto e dei ‘cavalli in levade’ suggeriti dalla grafica vinciana, che sarebbero stati affrontati anche dallo scultore napoletano nei suoi marmi senili con la stessa leonardesca “furia del pennello” riconosciuta da Bellori al maestro di Anversa. 

Infine anche per i suoi ritratti, dove l’effigiato cerca il dialogo con lo spettatore, proprio come accadrà nei busti di Bernini per i quali è stata coniata la felice espressione di speaking likeness”, afferma Lucia Simonato, curatrice della mostra.

La mostra Il tocco di Pigmalione cerca di illuminare il controverso rapporto fra i capolavori berniniani e il naturalismo rubensiano, così come lo furono altre sculture giovanili dell’artista, come la Carità vaticana nella Tomba di Urbano VIII, già giudicata dai viaggiatori europei del tardo Settecento ‘una balia fiamminga’.

In questo contesto figurativo, la tempestiva circolazione di stampe, tratte da prove grafiche rubensiane, accelerò il dialogo per tutti gli anni Trenta del Seicento sollecitando operazioni editoriali come la Galleria Giustiniana, dove le statue antiche prendono ormai definitivamente vita, secondo un effetto già definito Pigmalione dalla critica.

https://galleriaborghese.beniculturali.it/exhibition/il-tocco-di-pigmalione-rubens-e-la-scultura-a-roma/



LAS GOLONDRINAS DRAMA LÍRICO EN TRES ACTOS. TEATRO DE LA ZARZUELA

 

Música de JOSÉ MARÍA USANDIZAGA

Libreto de GREGORIO MARTÍNEZ SIERRA Y MARÍA DE LA O LEJÁRRAGA

- PRODUCCIÓN DEL TEATRO DE LA ZARZUELA (2016) -

Ediciones AUTOR (SGAE)/ICCMU, 1999. Edición crítica de Ramón Lazkano.

Dirección musical

JUANJO MENA

Dirección de escena

GIANCARLO DEL MONACO

Escenografía

WILLIAM ORLANDI

Vestuario

JESÚS RUIZ

Iluminación

VINICIO CHELI

Ayudante de dirección y movimiento coreográfico

BARBARA STAFFOLANI

Reparto

Puck GERARDO BULLÓN / CÉSAR SAN MARTÍN; Lina RAQUEL LOJENDIO, / SOFÍA ESPARZA; Cecilia KETEVAN KEMOKLIDZE / MARÍA ANTÚNEZ; Juanito JORGE RODRÍGUEZ-NORTON; Roberto JAVIER CASTAÑEDA.

Orquesta de la Comunidad de Madrid

Titular del Teatro de La Zarzuela

Coro del Teatro de La Zarzuela

Director:

Antonio Fauró




LES RENCONTRES PHILOSOPHIQUES À MONACO. NOUVELLE EXPOSITION AU MUSÉE GUIMET. ANNIVERSAIRE CANAL DE SUEZ

 



 LES RENCONTRES PHILOSOPHIQUES À MONACO

A-t-on jamais mesuré l’effet de souffle que Dante et son œuvre eurent sur son époque ? Sa Divine Comédie a été assagie par d’innombrables commentaires, la postérité a laissé dans l’ombre sa pensée politique et l’originalité de sa façon de pratiquer la philosophie demeure sous-estimée.Contre les prétentions temporelles de la papauté en Italie et pour la défense des libertés civiques, Dante a mené un combat politique qui l’a condamné à l’exil loin de Florence. Puis son engagement en faveur d’une restauration impériale lui a valu l’hostilité de l’Église. Il pratique une variante de l’aristotélisme considérée comme illicite. La Divine Comédie met en fiction poétique les thèses défendues dans ses écrits politiques et philosophiques. Seul vivant parmi les morts, il réalise une expérience qu’il propose à ses lecteurs de partager et qui prouve que les objets ultimes du désir de connaître peuvent être contemplés dans cette vie. Peuplant à son gré l’au-delà de personnages historiques, il lui fait perdre sa dimension d’ordre divin. Plaçant dans les Limbes les poètes et les philosophes de l’Antiquité, il leur offre une reconnaissance inédite, mise en scène par le rôle de guide qu’il accorde à Virgile. Acteur en même temps qu’auteur de son voyage outre-tombe, il écrit en vulgaire pour un public d’hommes et de femmes dont il souhaite faire une noblesse de l’esprit, alors que les élites de son temps préfèrent réserver leurs échanges au latin.Affirmant la souveraineté d’un artiste qui ne s’autorise que de lui-même et n’attend de jugement que de ses lecteurs, Dante dit de facto adieu au Moyen Âge. 
Gallimard - ISBN : 9782743661090

L´OFFICIEL DES SPECTACLES


Affiche de l'exposition À la cour du Prince Genji, 1000 ans d’imaginaire japonais - Musée Guimet
Musées, Expositions Art japonais Histoire / Civilisations NOUVEAUTÉ

Genre : Art japonais
Lieu : Musée Guimet, Paris 16e
Date de début : 22 novembre 2023
Date de fin : 25 mars 2024
Tarifs : Entrée 11,50€, tarif réduit 8,50€, moins de 26 ans UE, moins de 18 ans gratuit.

Programmation : Tous les jours (sauf mardi, 1er janvier, 1er mai, 25 décembre) 10h-18h — Fermeture caisses 45 mn avant
Fermetures : Lieu fermé le mardi, le 1 janvier, le 1 mai, le 25 décembre
Site web : www.guimet.fr







FONDATION NAPOLÉON


INAUGURATION DU CANAL DE SUEZ, 17 NOVEMBRE 1869

Un peu plus de dix ans après le début des travaux d'ouverture du canal de Suez, celui-ci est inauguré en grande pompe le 17 novembre 1869 en présence de l'impératrice Eugénie.
Au cours de cette cérémonie d'inauguration, le yacht impérial L’Aigle s’engage le premier dans le canal, suivi d’un imposant cortège d’une quarantaine de navires transportant le vice-roi d'Égypte, l’empereur d’Autriche, le prince royal de Prusse, les princes des Pays-Bas et de Hanovre, les ambassadeurs d’Angleterre et de Russie.► En savoir plus

CLAUDE GILLOT COMÉDIES, FABLES ET ARABESQUES. MUSÉE DU LOUVRE. LES ACADÉMIES. COLOQUE DE LA VILLE KÉRYLOS

 Du 8 novembre au 26 février

Dessinateur et graveur, Claude Gillot doit une part de sa réputation à la fantaisie et à l’originalité de ses œuvres. Parodies, scènes de sorcellerie, arlequinades et improvisations de foire font avant tout de lui un artiste de la satire, de la comédie et des arts du spectacle. Une image jubilatoire, faite de réjouissances des fêtes galantes de la Régence.

En accès libre avec le billet du musée / Gratuit pour les moins de 26 ans, les Amis du Louvre, les adhérents CLEF. Voir toutes les gratuités.

Présentation de l’exposition

Lundi 20 novembre à 12 h 30

Par les commissaires Hélène Meyer et Xavier Salmon, musée du Louvre.


 
 
 
« En rapprochant les académies, l’Institut leur rappelle sans cesse qu’elles ont une même origine et qu’elles se doivent un mutuel concours », déclarait Alexis de Tocqueville aux cinq compagnies savantes, lors de leur séance publique annuelle en 1847. « Les sciences, les lettres et les arts ne s’aident plus comme à leur insu ; ils ne se donnent plus la main sans se voir. »
Cette confraternité féconde se manifeste avec la rentrée solennelle commune. Cette cérémonie se perpétue aujourd’hui, toujours le mardi le plus proche de la date de création de l’Institut, le 25 octobre 1795. Et, selon un rituel précis, elle rend manifeste la rencontre entre les savoirs. Mardi 24 octobre dernier, au son des tambours de la garde républicaine, sabre au clair, les membres de l’Institut ont donc investi la Coupole. Après avoir rendu hommage à leurs membres disparus lors de l’année écoulée, un délégué de chaque académie a pris la parole sur le thème retenu, « l’eau », et l’a éclairé à l’aune de son champ de connaissances. C’est un moment de grâce où lettres, arts et sciences se répondent.
C’est aussi chaque année l’occasion de rappeler nos missions et nos valeurs communes. La première d’entre elles est de poursuivre les recherches. Le colloque de la Villa Kérylos, « Délos et la méditerranée », organisé par l’Académie des inscriptions et belles-lettres le mois dernier, y a magistralement contribué ; celui de l’Académie des sciences morales et politiques sur l’enseignement professionnel et l’apprentissage a aussi rappelé combien le temps long de la réflexion est nécessaire sur ces sujets, fondamentaux pour notre nation.
Enfin, nos institutions ont à charge de remettre des prix pour encourager la recherche et la création. Au mois d’octobre, l’Académie française a décerné son Grand Prix du roman à Dominique Barbéris, l’Académie des beaux-arts a confié son Grand Prix de chorégraphie à Germaine Acogny et l’Académie des sciences a orchestré sa première cérémonie annuelle de remise des prix. Là comme ailleurs, nous accomplissons notre devoir pour que notre société s’ancre toujours aux valeurs humanistes qui la fondent.
 
 
Xavier Darcos
Chancelier de l'Institut de France
 
 
 
SÉANCE SOLENNELLE DE RENTRÉE DES CINQ ACADÉMIES 2023
 
Tous les ans, le mardi le plus proche du 25 octobre, date de la création de l’Institut de France (3 brumaire An IV), les cinq académies se réunissent sous la Coupole pour leur séance solennelle de rentrée. Cet événement est l’occasion pour l’Institut « où tous les efforts de l’esprit humain sont comme liés en un faisceau » (Ernest Renan) de réaffirmer ses valeurs et son rôle dans le perfectionnement et la diffusion des savoirs. Les délégués des cinq académies y prononcent, à travers le prisme de leur spécialité, un discours sur un thème choisi collégialement, cette année : l’eau.Séance présidée par M. Yves-Marie Bercé,
Président de l’Institut de France,
membre de l’Académie des inscriptions et belles-lettres« L’eau, bien commun »,
par M. Jean Tirole, délégué de l’Académie des sciences morales et politiques« Poétique du ruissellement »
par M. Jacques Rougerie, délégué de l’Académie des beaux-arts« L’eau : du désordre à la vie »,
par M. Éric Karsenti, délégué de l’Académie des sciences« Des dieux, des hommes et des eaux »,
par John Scheid,  délégué de l’Académie des inscriptions et belles-lettres« Le bain inaugural de la duchesse de Berry »,
par Mme Chantal Thomas, déléguée de l’Académie française

 

 
Revoir  la séance
 
GRAND PRIX DU ROMAN
 
L’Académie française, dans sa séance du jeudi 26 octobre 2023, a décerné son Grand Prix du roman, d’un montant de 10  000 euros, à Mme Dominique Barbéris, pour son roman Une façon d’aimer.
PALMARÈS 2023
 
L’Académie française a le plaisir de vous communiquer son palmarès complet pour l’année 2023.
 
Découvrir le palmarès
RÉCEPTIONS
 
Le vendredi 29 septembre 2023, s’est déroulée la cérémonie de réception de l’historien de la philosophie et de la médecine grecques Philip van der EIJK, élu associé étranger de l’Académie, le 24 mars 2023, au fauteuil de Giles CONSTABLE ; le vendredi 6 octobre, celle de la médiéviste spécialiste du latin médiéval Pascale BOURGAIN, élue membre de l’Académie, le 23 juin 2023, au fauteuil de Juliette de LA GENIÈRE. Après avoir été introduits et présentés à leurs consœurs et confrères par le Secrétaire perpétuel Nicolas GRIMAL, ils ont reçu des mains du Président Yves-Marie BERCÉ les décrets les nommant membres de l’Académie ainsi que la médaille de membres de l’Institut.
XXXIIIᵉ COLLOQUE DE LA VILLA KÉRYLOS« DÉLOS AU CŒUR DE LA MÉDITERRANÉE »
 
Les vendredi 13 et samedi 14 octobre, s’est déroulé, sous la présidence de MM. Nicolas GRIMAL, Secrétaire perpétuel de l’Académie, conservateur de la fondation Théodore Reinach, et Jacques JOUANNA, membre de l’AIBL, avec le concours de Mme Véronique Chankowski, directrice de l’École française d’Athènes (EFA), le XXXIIIᵉ colloque de la Villa Kérylos consacré au thème de « Délos au cœur de la Méditerranée » en vue de célébrer le 150ᵉ anniversaire des fouilles de Délos par l’EFA. Le chancelier de l’Institut de France, M. Xavier DARCOS, M. Petros Machas, consul honoraire de Grèce à Monaco, ainsi que Mme Marie-José Lasry, première adjointe du maire de Beaulieu-sur-Mer, ont bien voulu assister à l’ouverture ce colloque.