sábado, 7 de febrero de 2026

LA FUNDACIÓN CANAL PRESENTA ARTE URBANO. DE LOS ORÍGENES A BANKSY

 

La Fundación Canal presenta Arte urbano. De los orígenes a Banksy, una exposición que muestra un recorrido por la evolución del arte urbano desde sus orígenes en la década de 1960 hasta su consolidación como expresión artística de pleno derecho en la actualidad.

A través de un recorrido cronológico por cinco etapas y un apartado monográfico dedicado al paradigmático Banksy, el visitante podrá descubrir más de sesenta obras de los artistas más influyentes y consagrados de esta disciplina, desde Jean-Michel Basquiat, Keith Haring, SEEN, Blek le Rat, JR, Invader, Os Gêmeos, entre otros, incluyendo artistas españoles como SUSO33, EL XUPET NEGRE o PichiAvo.

CONCIERTO REQUIEM DE MOZART: HACIA EL PARAÍSO EN MADRID. GALLERIE ACCADEMIA VENEZIA: TINTORETTO E LA GENESI

El 21 de Febrero de 2026, 19:30h

En el Auditorio Nacional de Madrid - Sala Sinfónica

Artistas: Barucco con la Orquesta de Viena y Vocal Consort ,  Heinz Ferlesch,  director


El Réquiem de Wolfgang Amadeus Mozart es una de las páginas más conmovedoras y trascendentes de la historia de la música. 

En esta velada, bajo el título “Hacia el paraíso”, experimenta un recorrido espiritual que transita desde la sobriedad del canto gregoriano hasta el éxtasis dramático del Réquiem mozartiano, pasando por la mística luminosa de Arvo Pärt y la reinterpretación coral de Bach en la versión contemporánea de Knut Nystedt.  

Un viaje sonoro que invita a pasar de lo terrenal a lo eterno, del recogimiento a la plenitud, con la fuerza de la voz humana y la grandeza de la orquesta.  Intérpretes

Programa

  Un recorrido musical del recogimiento al éxtasis, entre lo terrenal y lo eterno

Da pacem Domine – Canto gregoriano (Ensemble vocal, a cappella)

Arvo Pärt – Da pacem Domine (2004) (Ensemble vocal, a cuatro voces, a cappella)

Knut Nystedt – Immortal Bach (1988)

(adaptación del coral «Komm, süsser Tod», BWV 478 – a cappella)

Arvo Pärt – Da pacem Domine (2004) (Ensemble vocal, a cuatro voces, a cappella)

Knut Nystedt – Immortal Bach (1988)

(adaptación del coral «Komm, süsser Tod», BWV 478 – a cappella)

Wolfgang Amadeus Mozart – Exsultate, jubilate, KV 165

(Miriam Kutrowatz y orquesta)

Wolfgang Amadeus Mozart – Ave verum corpus, KV 618

(Vocal Consort y orquesta)

Wolfgang Amadeus Mozart – Réquiem en re menor, KV 626

(versión completada por Franz Xaver Süssmayr)




COMUNICATO STAMPA

 

Presentata oggi alla stampa la mostra

 

Tintoretto racconta la Genesi.

Ricerca, analisi e restauro

 

a cura di Roberta Battaglia e Cristiana Sburlino

 

 

Gallerie dell’Accademia, Venezia

11 febbraio – 7 giugno 2026 


Allestimento della mostra Tintoretto racconta la Genesi. Ricerca, analisi e restauro. Foto di Matteo Panciera

Gallerie dell’Accademia di Venezia


Venezia, 11 febbraio 2026 – Dopo oltre due secoli dallo smembramento del ciclole tele dipinte da Jacopo Tintoretto con Storie della Genesi tornano oggi eccezionalmente riunite alle Gallerie dell’Accademia di Venezia, in occasione della mostra Tintoretto racconta la Genesi. Ricerca, analisi e restauro, curata da Roberta Battaglia e Cristiana Sburlino con il progetto di allestimento e coordinamento tecnico di Maria Antonietta De Vivo, visitabile dall'11 febbraio al 7 giugno 2026.

 

Il progetto riunisce, per la prima volta dalla dispersione del ciclo, le tre tele appartenenti alle Gallerie dell'Accademia — La creazione degli animaliIl peccato originale Caino uccide Abele — con il dipinto Adamo ed Eva davanti all’Eterno, eccezionalmente concesso in prestito dalle Gallerie degli Uffizi di Firenze. Un evento straordinario che ricompone uno dei nuclei pittorici più significativi della storia veneziana, restituendo al pubblico e agli studiosi la possibilità di coglierne l’unità compositiva e iconografica.


L'esposizione giunge a coronamento di un lungo e sapiente intervento di restauro, realizzato tra febbraio 2024 e gennaio 2025 dalla restauratrice Claudia Vittori in occasione della mostra Tintoretto’s Genesis, allestita al Cincinnati Art Museum dal 18 aprile al 1° settembre 2025. Il progetto di ricerca e conservazione condotto dalle Gallerie dell’Accademia di Venezia, reso possibile dal contributo congiunto della Foundation for Italian Art & Culture di New York e del Cincinnati Art Museum, ha permesso di acquisire una nuova comprensione dei processi esecutivi adottati da Tintoretto, nonché delle modalità allestitive originariamente previste dall’artista e dai suoi committenti.

 

Il ciclo tintorettesco con Storie della Genesi fu realizzato dal pittore all’inizio degli anni Cinquanta del Cinquecento per la Scuola della Santissima Trinità, una confraternita laica ospitata fin dal 1420 in una porzione del complesso monastico della Trinità affacciato sul Canal Grande, all’estremità del sestiere di Dorsoduro.

Nel 1547 la Scuola avviò un importante programma decorativo per la propria sede, con la commissione a Francesco Torbido (1486–1562) di quattro dipinti con la Creazione del mondo, cui seguì quella a Jacopo Tintoretto (1518–1594) di cinque dipinti raffiguranti episodi biblici tratti dal Libro della Genesi.

Nel corso del Seicento la Scuola cambiò sede più volte, e questo comportò complicate vicende conservative per il ciclo pittorico di volta in volta trasferito.

Oltre ai tre dipinti di Tintoretto oggi alle Gallerie dell’Accademia sono giunti a noi in condizioni abbastanza compromesse: Adamo ed Eva davanti all’Eterno, oggi alle Gallerie degli Uffizi di Firenze, e la Creazione di Eva, oggi in collezione privata tedesca e non presente in mostra. Tintoretto realizzò inoltre per la Scuola altri dipinti con gli Evangelisti, gli Apostoli e l’Annunciazione andati perduti.

 

Eseguite nella prima maturità dell’artista, queste tele fondono la vigorosa costruzione della figura di Michelangelo e il colorismo di Tiziano con la pennellata energica e il dinamismo compositivo propri di Tintoretto.


Jacopo Tintoretto, Il peccato originale, durante il restauro. Foto di Matteo De Fina

 Su concessione del Ministero della Cultura. Gallerie dell'Accademia di Venezia


L'intervento di restauro ha liberato le tele da patine e vernici ingiallite, restituendo loro una straordinaria luminosità e rivelando un paesaggio naturale che per la prima volta nella produzione di Tintoretto assume un ruolo di assoluto protagonista.

Grazie a tecnologie di imaging avanzate e a competenze specialistiche approfondite, il personale di conservazione, curatela e ricerca scientifica delle Gallerie dell’Accademia di Venezia è stato in grado di comprendere e descrivere i materiali e le tecniche di esecuzione con cui Tintoretto realizzò ciascun dipinto, riuscendo a “vedere attraverso” la superficie pittorica fino agli strati più profondi.

Questo studio tecnico consente di tornare indietro nel tempo e di ripercorrere il processo creativo dell’artista e della sua bottega: dalla costruzione e preparazione delle tele, al trasferimento delle idee preliminari mediante un disegno a carboncino e/o a pennello, alle successive revisioni in fase di disegno e persino in fase di stesura pittorica.

 

«Questa mostra nasce da un’idea di museo inteso come luogo vivo di ricerca, capace non solo di tutelare, conservare e valorizzare le proprie collezioni ma anche di produrre percorsi di conoscenza. Il progetto su Tintoretto dimostra come lo studio scientifico e il restauro possano trasformarsi in un potente strumento di racconto, rendendo accessibile al pubblico la conoscenza, attraverso indagini scientifiche e ricerca storica, del processo esecutivo dei dipinti e delle loro successive vicende conservative. Riunire oggi il ciclo della Genesi significa restituire non solo un capolavoro alla sua coerenza originaria, ma anche offrire al pubblico un’esperienza che unisce emozione, rigore e scoperta. È in questa direzione che le Gallerie dell’Accademia intendono sviluppare la propria missione culturale» dichiara Giulio Manieri Elia, Direttore delle Gallerie dell’Accademia di Venezia.

 

Il percorso espositivo si focalizza sulla tecnica pittorica di Tintoretto emersa dalla campagna diagnostica e sull’intervento di restauro eseguito. Attraverso i risultati della campagna diagnostica i visitatori possono scoprire i segreti del modo di lavorare dell'artista: dall'utilizzo di un unico grande supporto tessile per le tre tele alla presenza di disegni sottostanti realizzati a carboncino e pennello, fino alle varianti compositive introdotte in corso d'opera.

 

La mostra è corredata da un video in sala che ricostruisce il contesto originario della Scuola della Santissima Trinità, un tempo situata presso l'attuale area della Dogana de Mar, e che approfondisce ulteriormente la tecnica esecutiva e l’intervento di restauro.



Giulio Manieri Elia, direttore delle Gallerie dell'Accademia di Venezia

Roberta Battaglia, vicedirettrice e curatrice delle collezioni del Cinquecento 

Cristiana Sburlino, funzionaria restauratrice conservatrice

Maria Antonietta De Vivo, funzionaria architetto