lunes, 6 de abril de 2026

BACH: ÉCOUTER LA LUMIÈRE - CLAIRE-MARIE LE GUAY (2026)

Johann Sebastian Bach

Bach: Écouter la lumière

Claire-Marie Le Guay (Piano)

LIST

00:00 01-Concerto for 4 Harpsichords (after Antonio Vivaldi), BWV 1065 (Transc. for Piano by Florian Noack): I. Allegro

04:17 02-Piano Concerto in G Major (after Antonio Vivaldi), BWV 973: II. Largo

07:12 03-Fantasia in A Minor, BWV 922

14:37 04-Matthäuspassion, BWV 244, Part II: Aria "Aus liebe will mein Heiland sterben" (Transc. for Piano by Alexandre Tharaud)

20:06 05-Organ Concerto in D Minor, BWV 596: IV. Largo e spiccato

22:54 06-Goldberg Variations, BWV 988: I. Aria

26:43 07-9 Kleine Präludien, BWV 924-932: No. 1, Prelude in C Major, BWV 924

28:07 08-Fantasia and Fugue in A Minor, BWV 904: II. Fuga

33:07 09-Piano Concerto in D Minor (after Alessandro Marcello), BWV 974: II. Adagio

36:53 10-Das Orgelbuchlein, BWV 599-644: No. 41 in F Minor, "Ich ruf zu dir, Herr Jesu Christ", BWV 639 (Arr. for Piano by Ferruccio Busoni)

40:27 11-Goldberg Variations, BWV 988: XXV. Adagio

44:57 12-English Suite No. 6 in D Minor, BWV 811: IV. Sarabande

48:32 13-Au gré des ondes: V. Hommage à Bach

51:39 14-Partita in D Major, BWV 828: V. Sarabande

55:51 15-Suite in A Minor, RCT 1: I. Prélude

57:56 16-Prelude and Fugue No. 2 in C Minor, BWV 847: I. Prelude

BACH Y FLORES DESDE LA DACHA. POR FAVOR, UN POCO DE BELLEZA. LA VIOLENCIA CONTINUA, AGOTA.

 





Fotos, Alicia Perris

EL MUSEO LÁZARO GALDIANO PRESENTA “LA CASA DEL AGUA”, DE ÁNGEL MARCOS


Habitar el paisaje como refugio y extensión de la memoria.

Compuesta por tres instalaciones en las que abundan series de fotografías agrupadas en temáticas y vídeos, la exposición se organiza en torno al agua, la casa y el viaje como una reflexión sobre el hecho de habitar no solo como acto físico, sino como experiencia emocional desde la que poder comprender el mundo

Partir ahonda en el viaje como posibilitador de nuevas experiencias o la necesidad de buscar una vida mejor; Casas de bombas, casas de riego reivindica la dignidad de lo cotidiano para hablar de la permanencia, de la vida vinculada a la tierra y al agua, de la frágil relación entre el ser humano y su medio natural.

 

La casa del agua transmite un diálogo sutil entre la cabaña y el mar para explorar la relación entre lo habitable y lo infinito, lo íntimo y lo público, lo cercano y lo inabarcable




La exposición es un proyecto de uno de los artistas visuales más relevantes del panorama artístico español realizado específicamente para el Museo Lázaro Galdiano  

JESUS QUE MA JOIE DEMEURE (BASILIQUE DE BOULOGNE SUR MER)- BERNARD GAILLARD. UN LIVRE: QUE LA JOIE DEMEURE: ERIK ORSENNA ET CLAIRE-MARIE LE GUAY

La célèbre cantate de Jean-Sébastien BACH (BWV 147) créée en 1723

à Leipzig, jouée à la Basilique Notre Dame de l'Immaculée Conception

de Boulogne sur Mer, par Didier HENNUYER


UN LIVRE

Que la joie demeureVivre avec Bach

Portada
Albin Michel1 abr 2026 - 208 páginas

« Ce peut être une cantate ou un choral, un dimanche, à l'église ou au temple. Ou, entendu quelque part sur les ondes, le mouvement dansant d'une partita, l'extrait bouleversant d'une Passion. Et voilà, Bach est entré en vous et ne vous quittera plus.

Une pianiste, un écrivain se demandent, en racontant la vie de Bach, comment, jour après jour, il a changé la leur. Et quelles sont cette paix, cette joie qu'ils lui doivent.

Il était une fois, il y a plus de trois cents ans, au coeur de l'Allemagne, le descendant d'un boulanger.

Il était une fois cette musique qui n'a plus jamais cessé de nous tenir haute et fraternelle compagnie. »

Erik Orsenna

L'écrivain Erik Orsenna, conteur de Vivaldi et de Beethoven, et la pianiste Claire-Marie Le Guay nous entraînent sur les chemins de Bach.

DIALOGHI DELLE CARMELITANE – TEATRO REGIO TORINO

Quando, per motivi anagrafici si è costretti a scegliere, ma si ricerca ancora il meglio... si cerca di puntare al non ovvio e banalmente rassicurante, ma ci si vuole immergere in capolavori unici e spettacolari; ecco che certamente ‘Les Dialogues des Carmelites’ di Francis Poulenc, rispondono esattamente a questa puntuale esigenza di bello e coinvolgente!

4 aprile 2026

Yves Abel direttore d'orchestra

Robert Carsen regia

Christophe Gayral ripresa della regia

Michael Levine scene

Falk Bauer costumi

Robert Carsen, Cor van den Brink luci

Philippe Giraudeau coreografia

Ian Burton drammaturgia

Alejandra Gonzalez assistente alle scene

Bettina Hinteregger assistente ai costumi

Gea Garatti Ansini maestro del coro

Orchestra e Coro del Teatro Regio

Allestimento Dutch National Opera


 

OPERA IN TRE ATTI E DODICI QUADRI

Musica di Francis Poulenc

Libretto di Francis Poulenc

tratto dal dramma di Georges Bernanos (adattamento autorizzato da Emmet Lavery, basato su un racconto di Gertrud von Le Fort e una sceneggiatura di Padre Bruckberger e Philippe Agostini)

Prima rappresentazione assoluta:

Milano, Teatro alla Scala, 26/01/1957

Marchese de La Force Baritono Jean-Francois Lapointe

Blanche de La Force Soprano Ekaterina Bakanova

Cavaliere de La Force Tenore Valentin Thill

Madame de Croissy Contralto Sylvie Brunet-Grupposo

Madame Lidoine Soprano Sally Matthews

Madre Marie Mezzosoprano Antoinette Dennefeld

Suor Constance Soprano Francesca Pia Vitale

Madre Jeanne Contralto Lorrie Garcia

Suor Mathilde Mezzosoprano Martina Myskohlid (Regio Ensemble)

Il cappellano Tenore Krystian Adam

L'ufficiale e Thierry Baritono Roberto Accurso

Il carceriere e

Secondo Commissario Baritono Isaac Galan

Monsieur Javelinot Baritono Eduardo Martínez (Regio Ensemble)

Primo Commissario Tenore Matthieu Justine

Musica ossessivamente e meravigliosamente ipnotizzante, dai toni e significati più estesi, agisce sullo stato d’animo delle spettatore e sulle sue energie vitali come un potente farmaco, senza controindicazioni...fa solo bene allo spirito ed alla mente, nonostante una narrazione potente psicologicamente e socialmente impetuosa e terribile.

A quasi settant’anni dalla sua prima rappresentazione e nonostante gli iniziali limiti imposti dalla critica per contenuti ed aspetti reazionari, costituisce uno dei più colossali monumenti compositivi del xx secolo! Nonostante risulti veramente difficile esprimere ancora nuovi concetti sui ‘Dialoghi’ resta tuttavia lo spazio per riconfermare l’esaltante passione che nella messa in scena curata da Robert Carsen raggiunge livelli espressivi non facilmente superabili.

Per restare su Carsen credo che lavori con le quattro operazioni matematiche, ovvero sa quando è il momento di addizionare o addirittura moltiplicare le scene (vedasi in Salomè) e conosce bene il momento della divisione o sottrazione come nei ‘Dialoghi’ già visti anni fa alla Scala di Milano e che conservano intatto l’affascinamento ed il coinvolgimento, senza mai perdere di vista la musica, la scena, la narrazione e lo spettatore, non deludendo mai ed attraendo sempre.

In ‘Dialoghi’ la scena non solo è scevra da orpelli, ma quasi nuda con il grigio imperante che sottolinea l’ovattamento che circoscrive un evento vissuto ed immerso in un truce e sanguinario momento di fine settecento. Veramente toccante il momento finale della decapitazione delle suore che una ad una, decapitate da musica potente e da canto di rassegnazione, cadono a terra !

La severità, la rassegnazione contemplativa, l’obbedienza ed il dubbio vengono estrapolati con la grande maestria di tutti i coinvolti del Teatro e i realizzatori.

La direzione di Ives Abel il quale conosce profondamente l’opera e la regia di Carsen, avendola cresciuta musicalmente fin dalla nascita, estrae l’impercettibile e scorre da lentezze emotive ai vigori dell’azione e delle tempeste interiori, insieme all’ottima orchestra del teatro.

Gea Garatti Ansini, al suo primo impegno al Regio di Torino, mantiene l’ottimo livello del Coro che ben unito vanta abilissimi artisti che regalano sempre un plus che fa vibrare le corde più intime.

Ekaterina Bakanova indubbiamente è nel personaggio turbato, pieno di timori e dubbi e vocalmente ben impostata, rende una Blache apprensiva ed esaltata dalla fede. L’anziana priora muore toccata dal dubbio finale che cerca di non tradire con la giovane Blanche e Sylvie Brunet-Grupposo è incastonata nel personaggio come un diamante lo è nella montatura, esprimendo possanza ed autorevolezza seppur consapevole della fine; la nuova priora Sally Mattews si trova a confrontarsi, seppur timbricamente diverse, con l’interpretazione della prima priora e non è prova facile, ma che supera.

Apprezzabili le altre suore quali Suor Constance -Francesca Pia Vitale- e Antoinette Dennefeld (Mère Marie de l’Incarnation), Lorrie Garcia (Mère Jeanne de l’Enfant Jésus), e Martina Myskohlid (Soeur Mathilde).

Il Marquis de la Force intcontra Jean-François Lapointe che rende il personaggio con personalità elegante, parimenti a Krystian Adam il quale presenta un Cappellano credibile e motivato, oltre a Valentin Thill che soddisfa come interpretazione e canto.

Gli altri molteplici interpreti non deludono di certo e integrati con la narrazione, la superba musica e i ruoli scenici e coreografici, danno una visione complessiva di bellezza e ricercata raffinatezza narrativa.

Mi risulta spontaneo ricordare alcuni momenti, quale l’incontro del fratello con Blanche che si parlano attraverso un muro separatore conventuale fatto da una linea di suore velate, oppure le sobrie panche ai lati, le sedie rovesciate nel momento del caos piuttosto che musicalmente l’Ave Maria, l’Ave Verum ed il Salve Regina insieme ad un finale travolgente…

Aspiro al fatto che che una simile musica non morrà mai ed aiuterà il mondo a risollevarsi dalle brutture congiunturali, ambientali, sociali ed umane,

La Musica vince sempre.

Renzo Bellardone

credit foyo : phmattia-gaido-danieleratt

viernes, 3 de abril de 2026

KILL BILL: THE WHOLE BLOODY AFFAIR | TRÁILER VOSE | ESTRENO EN CINES EL 10 DE ABRIL DE 2026

Kill Bill: The Whole Bloody Affair reúne el Volumen 1 y el Volumen 2 en una única y colosal película, presentada tal y como Quentin Tarantino la concibió, con una nueva secuencia de anime nunca antes vista.

Uma Thurman interpreta a La Novia, dada por muerta después de que su antiguo jefe y amante, Bill, organizase una masacre durante el ensayo de su boda, disparándole en la cabeza y arrebatándole a su hija nonata. Al despertar del coma, emprende una implacable venganza contra los miembros del Escuadrón de Asesinato de las Víboras Mortales, decidida a ajustar cuentas uno a uno hasta llegar al propio Bill. Con su desbordante estilo y brutalidad, The Whole Bloody Affair se erige como una de las venganzas más icónicas del cine, proyectada por fin en su versión íntegra.

Dirección: Quentin Tarantino

Guion: Quentin Tarantino


'EL MAL DE L’AMOR: GUSTAVO DURÁN': JONATAN ALVARADO (VOICE) & SAMUEL DIZ (GUITAR). AFRICAN FASHION. QUAI BRANLY

 Gustavo Durán is one of the most enigmatic figures of the 20th century. Born in Barcelona, his early debut as a composer of the Generation of ’27 gave way to a prominent military role during the Spanish Civil War. Exiled in England, he began a life alongside the American Bonté Crompton.

From 1943 onward, during his diplomatic career at the U.S. Department of State and the United Nations, Durán created a songbook of early music and folklore from Europe and Latin America—his most intimate musical testament, in which love is the central theme. In 1969, he died in Greece, unaware of the cultural significance this body of work—marked by profound diversity and personal transformation—would later attain.

Tenor Jonatan Alvarado and guitarist Samuel Diz recover this previously unpublished repertoire through extensive archival research at the Residencia de Estudiantes and the composer’s personal library, in close collaboration with his daughters: poet Jane Duran, responsible for the lyric translations specially made for the cd-book set, and ethnomusicologist Lucy Durán, musical producer of the recording.

Recorded at Dartington Hall (England), this project was funded by the OIP Link Fund of the University of Exeter (Department of Languages, Cultures and Visual Studies), with the collaboration of Dartington Trust and the Residencia de Estudiantes.


Africa Fashion
Africa Fashion

Musée du quai Branly - Jacques Chirac | À partir de 8 €


En écho à l'exposition Africa Fashion, laissez-vous emporter par une programmation musicale vibrante et inspirante portée par des artistes majeurs de la scène africaine avec la musique électronique du collectif Nyege Nyege, le son afrobeat de Femi Kuti et la rumba congolaise de Reddy Amisi.