sábado, 26 de septiembre de 2026

LAS CATADORAS DE HITLER (LE ASSAGGIATRICI) | TRÁILER NUEVA ERA FILMS

 Una película de Silvio Soldini

Con Elisa Schlott, Max Riemelt, Alma Hasun

Italia - Bélgica - Suiza, 2025 | Drama, basado en hechos reales | 123 min

Otoño de 1943. Huyendo de los bombardeos, Rosa se refugia en un pueblo cercano a la Guarida del Lobo, sin saber que será reclutada como catadora de Hitler. Obligada a probar comida que podría matarla, encuentra miedo, alianzas inesperadas y un deseo prohibido que pondrá a prueba su corazón. Basada en el bestseller 'La catadora' de Rosella Postorino.

GALARDONADOS CON LOS PREMIOS PRINCESA DE ASTURIAS Año 2026

 

Patti Smith, Premio Princesa de Asturias de las Artes

Studio Ghibli, Premio Princesa de Asturias de Comunicación y Humanidades

David Klenerman, Shankar Balasubramanian y Pascal Mayer, Premio Princesa de Asturias de Investigación Científica y Técnica

Bóveda Global de Semillas de Svalbard, Premio Princesa de Asturias Cooperación Internacional

Timothy Garton Ash, Premio Princesa de Asturias de Ciencias Sociales

Leo Messi, Premio Princesa de Asturias de los Deportes

Julian Barnes, Premio Princesa de Asturias de las Letras

Christina Koch, Premio Princesa de Asturias de la Concordia

MASTERCLASS : ANNIE LEIBOVITZ, À LA BOURSE DE PARIS

À l’occasion de l’exposition « Remember Me », la Bourse de Commerce invite la photographe américaine Annie Leibovitz à une grande masterclass animée par Matthieu Humery, commissaire de l’exposition.

Passée par les plus grandes revues américaines dont Rolling Stone et Vanity Fair, Annie Leibovitz a constitué à travers sa carrière photographique une gigantesque galerie de portraits de célébrités culturelles et politiques internationales.

Marquée dès ses débuts par l’approche très personnelle du reportage de Robert Frank et par le photojournalisme d’Henri Cartier-Bresson, Annie Leibovitz noue avec ses sujets une relation singulière. 

Cette attention à l’intime, d’abord manifeste dans ses reportages, se retrouve dans les portraits de commande qui feront sa renommée. Jouant de la dimension emblématique de ses modèles, elle les saisit à la fois comme individus et comme icônes d’une époque.

L’étendue de sa pratique est considérable. Du noir et blanc à la couleur, des concerts de rock aux portraits de chefs d’État, du reportage à la mode, des compositions graphiques les plus épurées aux mises en scène élaborées à l’aide du numérique, Annie Leibovitz explore des registres d’une grande diversité, bien au-delà du seul portrait. Ses reportages sur le siège de Sarajevo dans les années 1990, ses séries consacrées aux femmes ou encore ses grands paysages américains témoignent de l’ampleur et de la diversité de son regard.

https://www.pinaultcollection.com/fr/boursedecommerce/masterclass-annie-leibovitz

SECONDA "SERENISSIME DIMORE 2026 - “DA NAPOLI A VENEZIA”

25 settembre – 25 ottobre 2026

Quindici concerti in quattordici luoghi storici, dal 25 settembre al 25 ottobre, portano la seconda edizione di Serenissime Dimore in tutte le sette province del Veneto.

Realizzato da Asolo Musica – Veneto Musica con la direzione artistica di Vincenzo De Vivo, il festival amplia così il proprio orizzonte regionale e prosegue il progetto nato per ricostruire, attraverso la musica, una storia della cultura musicale nelle ville venete.

“Da Napoli a Venezia” è il tema dell’edizione 2026. Due città che tra Rinascimento e Settecento si contesero il ruolo di capitale musicale europea e svilupparono sistemi diversi ma ugualmente straordinari di produzione, formazione e diffusione della musica: gli Ospedali veneziani e i Conservatori napoletani, i teatri della Serenissima e la corte partenopea, l’editoria musicale lagunare e una scuola napoletana capace di imporre in tutta Europa compositori, cantanti e strumentisti.

«Percorrere le strade che dalle coste tirreniche portano alla laguna adriatica, sulle orme di artisti, intellettuali, uomini di scienza e di potere, significa cogliere i numerosi transfert culturali tra le due città», spiega il direttore artistico Vincenzo De Vivo. Un rapporto fatto di musicisti di scuola napoletana presenti nella Serenissima, maestri negli Ospedali e attivi nei teatri, e di figure come Händel, che contribuirono alla circolazione di nuovi modelli fra la corte partenopea e le scene veneziane.

Il festival segue soprattutto ciò che accade fra questi due poli: musicisti che si spostano, composizioni che viaggiano, committenze aristocratiche, partiture stampate a Venezia e diffuse in Europa, modelli che raggiungono altre capitali e si trasformano. Alessandro e Domenico Scarlatti, Antonio Vivaldi, Nicola Porpora, Claudio Monteverdi e Georg Friedrich Händel sono alcuni dei protagonisti di una geografia musicale nella quale Napoli e Venezia non rimangono estremi contrapposti, ma nodi di una rete molto più ampia.

E la rete non riguarda soltanto i musicisti. De Vivo richiama Torquato Tasso, «i cui versi furono intonati da molti compositori», Galileo Galilei, interessato alla musica e in contatto con Monteverdi e Kapsberger, e il cardinale Vincenzo Grimani, riferimento veneziano per Alessandro Scarlatti e Händel prima di diventare viceré di Napoli. Il programma allarga così lo sguardo alla letteratura, alla scienza, alle committenze e alla vita politica che accompagnarono la circolazione della musica fra le due città.

A questo asse si intreccia il principio da cui Serenissime Dimore è nato: il rapporto fra la musica e i luoghi che la accolgono. «La scelta dei programmi è legata alla suggestione e alla storia delle dimore», sottolinea De Vivo. Nelle ville cinquecentesche trovano così spazio la produzione rinascimentale, le “nuove musiche” e il madrigale; negli edifici seicenteschi la musica per gli ensemble da camera; nelle dimore settecentesche i repertori barocchi; nelle case patrizie rinnovate nell’Ottocento riaffiora invece l’atmosfera dei concerti domestici.

Il cartellone percorre tutte le province del Veneto, dalle Dolomiti al Polesine, dalla terraferma veneziana ai Colli Euganei, dal Trevigiano al Veronese. Ville palladiane, dimore rinascimentali e barocche, case patrizie e un grande edificio sacro compongono una geografia nella quale storia musicale, architettura e territorio entrano ogni volta in relazione secondo prospettive diverse. Il viaggio si apre a Villa Priuli Crisanti (25 settembre) e nella stessa dimora si conclude il 25 ottobre.

Fra questi due estremi, un mese di concerti segue repertori dal Rinascimento al Classicismo, alternando musica vocale e strumentale, sacra e profana, pagine celebri e riscoperte, fino alla musica di oggi.

«La villa, impresa agricola trasformata in raffinata residenza di campagna, ritroverà le sue musiche», conclude De Vivo. «Il pubblico rivivrà l’esclusività dei concerti domestici e la solennità delle occasioni ufficiali» nelle residenze patrizie in cui Serenissime Dimore lo guiderà attraverso il Veneto.

DAL RINASCIMENTO ALLE “NUOVE MUSICHE”

Nel pieno Cinquecento il madrigale diventa uno dei laboratori più raffinati del rapporto fra parola e musica. Alla Villa di Maser (16 ottobre), “Tra parola e suono”, l’Arco Amoroso Ensemble, con Valentina Fin, soprano, Marta Fraccaroli, mezzosoprano, Alberto Rassu e Marco Baratto, tenori, e Luca Pasqualetto, baritono, segue quasi un secolo di storia del genere: da Arcadelt e Maddalena Casulana a Marenzio e Monteverdi, fino alla fortuna inglese del madrigale italiano e al “Lamento di Arianna”, dove la scrittura a più voci acquista ormai la forza declamatoria del teatro. Il rapporto con la dimora è quasi contemporaneo: Palladio la realizzò per Daniele e Marcantonio Barbaro tra gli anni Cinquanta e Sessanta del Cinquecento, mentre Paolo Veronese ne affrescava le sale; nella Sala a Crociera, figure di suonatrici dipinte nelle nicchie riportano la musica dentro la rappresentazione stessa della vita in villa.

 Tra Cinque e Seicento si muovono anche i Pifari del Doge, protagonisti a Villa Grimani Morosini – Ca’ della Nave (4 ottobre), “Paesaggi sonori”: intrade, danze, canzoni e sinfonie di Orologio, Mainerio, Tromboncino, Merulo, Monteverdi, Frescobaldi e altri autori restituiscono la varietà di una musica che poteva accompagnare cerimonie, feste e danza, mentre le edizioni veneziane ne favorivano la circolazione ben oltre i confini della Repubblica.

Le musiche sono in gran parte coeve alla storia della villa e appartengono allo stesso mondo della presenza veneziana in terraferma, della rappresentanza aristocratica e di una cultura nella quale la musica aveva una funzione anche pubblica e cerimoniale.

 La musica sacra percorre lo stesso passaggioal Duomo di Santa Tecla a Este (2 ottobre) “Liturgie”, unica sede del festival non appartenente al sistema delle ville. La scelta risponde alla natura stessa del programma: sotto la pala di Giambattista Tiepolo dell’altare maggiore, La Stagione Armonica diretta da Nicola Rampazzo parte dalla “Missa brevis” e dal “Sicut cervus” di Palestrina per arrivare alle tensioni di Gesualdo e Nenna, al “Crucifixus” di Monteverdi e al “Miserere” di Alessandro Scarlatti.

Un percorso dalla polifonia rinascimentale alla nuova rappresentazione degli affetti che trova nel Duomo, ricostruito tra Sei e Settecento, il proprio naturale contesto sacro....

LA ACADEMIA ACOGE LA PRESENTACIÓN DE AFTER THE DANCE, EL NUEVO DOBLE ÁLBUM DE JOSU DE SOLAUN DEDICADO A LA INTEGRAL DE LAS MAZURCAS DE FRÉDÉRIC CHOPIN (IBS CLASSICAL).



Las mazurcas acompañaron a Frédéric Chopin durante toda su vida creadora como una suerte de diario íntimo y casi secreto. 

Desde las primeras escritas en la adolescencia hasta las últimas páginas de sus años finales, regresó una y otra vez a esta forma breve, convirtiéndola en uno de los espacios más libres y personales de toda su obra, un auténtico hilo rojo biográfico-musical.

After the Dance, publicado por IBS Classical, reúne la primera grabación de Josu De Solaun dedicada a la integral de las cincuenta y nueve mazurcas. 

Más que una sucesión de piezas independientes, el proyecto propone escucharlas como un recorrido continuo, donde cada página encuentra su sentido en relación con las demás. El hilo que las une no es únicamente tonal, estilístico o cronológico, sino una manera de cantar, de respirar y de habitar el tiempo.


La presentación del disco en la Real Academia de Bellas Artes de San Fernando  con una conversación de presentación a la que se suman posteriormente Josu De Solaun y Paco Moya (director de IBS Classical) para compartir el origen y el proceso de este proyecto discográfico.

El acto concluye con un recital de aproximadamente cincuenta minutos, en el que Josu De Solaun interpreta una selección de diecinueve mazurcas que atraviesan prácticamente toda la trayectoria creativa de Chopin. 

El programa ha sido concebido como un único arco expresivo, alternando distintos caracteres, tempi y atmósferas para revelar la extraordinaria riqueza de un género que el compositor convirtió en uno de los laboratorios más íntimos de su imaginación musical.

Con After the Dance, la grabación y el concierto invitan a redescubrir las mazurcas no como miniaturas aisladas, sino como un gran paisaje sonoro en permanente transformación, donde la danza se convierte poco a poco en memoria y el movimiento acaba revelándose como canto.

Intervienen

Josu De Solaun, pianista

Paco Moya, productor y director del sello IBS Classical

José Luis García del Busto, musicólogo y académico de número de la Real Academia de Bellas Artes de San Fernando

Programa

Frédéric Chopin (1810-1849)

Selección de 19 Mazurcas (compuestas entre 1826 y 1849)

 

Op. 68 nº 3 en Fa mayor – Allegro, ma non troppo

Op. 17 nº 2 en Mi menor – Lento, ma non troppo

Op. 50 nº 1 en Sol mayor – Vivace

Op. 33 nº 1 en Sol sostenido menor – Mesto

Op. 17 nº 3 en La bemol mayor

Op. 7 nº 2 en La menor – Vivo, ma non troppo

Op. 56 nº 3 en Do menor – Moderato

Mazurca póstuma en Si bemol mayor

Op. 63 nº 3 en Fa menor – Lento

Op. 41 nº 4 en La bemol mayor – Allegretto

Op. 17 nº 4 en La menor – Lento, ma non troppo

Op. 33 nº 3 en Do mayor – Semplice

Op. 67 nº 2 en Sol menor – Cantabile

Op. 7 nº 1 en Si bemol mayor – Vivace

Op. 41 nº 2 en La menor – Andantino

Mazurca póstuma en Sol mayor

Op. 67 nº 4 en La menor – Allegretto

Op. 24 nº 3 en La bemol mayor – Moderato, con anima

Mazurca póstuma en Re bemol mayor – Poco mosso

Notas de paso:

Precioso concierto chopiniano en la Real Academia de Bellas ARtes de San fernando, un lugar icónico en el corazón de Madrid, para celebrar a mediodía, una música escogida que siempre llega al corazón. 

  •  Creada el 12 de abril de 1752 bajo el patrocinio del rey Fernando VI.
  • Sede: Se encuentra en el Palacio de Goyeneche desde 1773. 
  • Pinacoteca: Funciona como la segunda pinacoteca de España en importancia de obras clásicas, con piezas de Goya, Velázquez, Zurbarán, Murillo, Rubens y otros grandes maestros. 
  • Organización: Forma parte del Instituto de España y cuenta con más de cincuenta académicos de número en disciplinas como arquitectura, pintura, escultura, música y cine.

Con la sala completa, el público disfrutó de una serie de mazurcas, incluidas en el cd que el pianista José De Solaun, adelanta otra grabación cuidada, y elegante, preparada en Granada, que se da a conocer públicamente estos días.

La matinée concluyó con muchos aplausos y un "encore" del intérprete.

Alicia Perris  

FILM: THE WIZARD OF THE KREMLIN – TRAILER. BOOK BY GIULIANO DA EMPOLI

 A film y by Olivier Assayas. Book, Giuliano da Empoli

Starring : Jude Law, Alicia Vikander, Jeffrey Wright

A young Russian filmmaker becomes an unlikely advisor to Vladimir Putin as he rises to power in post-Soviet Russia, navigating the new era's complexities and chaos.


CD:MARINA BY UMBERTO GIORDANO. ELEONORA BURATTO. FREDDIE DE TOMMASO. DECCA

Eleonora Buratto, Freddie De Tommaso, Coro del Teatro Petruzzelli di Bari, Orchestra I Pomeriggi Musicali, Vincenzo Milletarì

Forgotten for almost 140 years, the rediscovery of Giordano’s first opera ‘Marina’ is one of the operatic highlights of the year. 

Recorded at the world premiere performances at Milan’s historic Teatro dal Verme in February 2026. Star soprano Eleonora Buratto sings the title role – “a prima donna of extraordinary elegance, nobility, and interpretive intelligence” (Operawire), Freddie De Tommaso is “dark, handsome, very Italianate, harking back to the big voices of the ’50s and ’60s such as Franco Corelli and Mario Del Monaco” (Gramophone). 

Giordano was just 21 when he composed this one act opera for a competition in 1888 eventually won by Mascagni’s Cavalleria Rusticana. Its plot is pure verismo: a story of love torn apart by war.


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