sábado, 1 de agosto de 2026

INAUGURATA LA MOSTRA “ELISA BONAPARTE E MIMI’ PECCI BLUNT A MARLIA. DUE DONNE, DUE SECOLI, UNA VILLA”


Dal 2 luglio al 16 agosto 2026, la Sala degli Affreschi del complesso di San Micheletto, sede della Fondazione Cassa di Risparmio di Lucca, ospita Elisa Bonaparte e Mimì Pecci Blunt a Marlia. Due donne, due secoli, una Villa, esposizione dedicata al dialogo ideale tra Elisa Bonaparte Baciocchi e Anna Laetitia, detta Mimì Pecci Blunt, entrambe legate alla Villa Reale di Marlia (Capannori, Lucca), che scelsero come luogo di cultura, arte e mecenatismo.

Vissute a oltre un secolo di distanza, Elisa Bonaparte Baciocchi (Ajaccio, 1777 – Villa Vicentina, 1820) e Mimì Pecci Blunt (Roma,1885-Marlia, 1971) condividono una stessa idea del ruolo da dare a una dimora storica. È questo il filo conduttore del progetto, nato dalle ricerche che l’associazione Napoleone ed Elisa: da Parigi alla Toscana porta avanti dal 2022 nell’Archivio “Grönberg – Villa Reale di Marlia”.

La mostra – curata da Roberta Martinelli, con ricerche e testi di Simonetta Giurlani Pardini, progetto espositivo di Lucia Maffei, sostenuta dalla Fondazione Cassa di Risparmio di Lucca e dal Comune di Lucca nell’ambito del calendario di Vivi Lucca – prende avvio da una scoperta di particolare rilievo emersa dall’archivio: il ritrovamento un nucleo di quindici lettere, di cui dieci interamente autografe di Elisa Bonaparte Baciocchi, alcune delle quali esposte per la prima volta.

In ambito napoleonico è estremamente raro rintracciare lettere scritte di pugno da Elisa. Datate tra il 1805 e il 1820, sono indirizzate a diversi interlocutori, tra cui il fratello Luciano Bonaparte e la celebre educatrice Madame Campan. Le lettere restituiscono uno spaccato della vita politica, familiare e culturale della principessa e aprono nuove prospettive di ricerca su di lei e sulla Lucca napoleonica. Costituiscono un nuovo e significativo filone di indagine storica su eventi, usi e costumi dell’epoca.

È proprio da queste nuove fonti documentarie che si sviluppa il racconto dell’esposizione, costruito attorno alle figure di Elisa Bonaparte Baciocchi e Mimì Pecci Blunt. Per l’occasione sarà redatto un volume edito da Maria Pacini Fazzi.

Il percorso espositivo

Il cuore del percorso espositivo è il legame tra le due donne, ricostruito attraverso la vita di Mimì Pecci Blunt: dalla nascita all’educazione, sotto la tutela diretta del prozio Papa Leone XIII, una delle figure più importanti della storia della Chiesa, fino alla svolta rappresentata dal matrimonio con Cecil Blumenthal, da cui prenderà vita il sodalizio “Pecci Blunt” e, successivamente, l’acquisto della Villa di Elisa Bonaparte Baciocchi.

La prima parte della mostra ripercorre gli anni della formazione di Mimì a Roma, attraverso documenti della sua infanzia: dalla fotografia del primo giorno di scuola alla corrispondenza con i genitori, che vedrà solo saltuariamente a partire dai quattro anni, dal suo ingresso precoce al Collegio romano dell’Assunzione. La vicinanza con Papa Leone XIII segna profondamente la sua crescita, trasmettendole coraggio, visione e spirito innovativo.

La seconda si apre con l’acquisto di Villa Reale di Marlia nel 1923. Da quel momento e fino al termine della sua vita, nel 1971, la contessa Pecci Blunt lavora per restituire alla villa l’atmosfera dell’epoca di Elisa. Tra i materiali esposti figura l’inventario inedito degli acquisti fatti, redatto dalla stessa Mimì tra il 1923 e il 1926.

Dalle carte emerge il forte legame con la figura di Elisa Bonaparte Baciocchi, che guida l’intero progetto culturale e identitario della dimora. Anche le fotografie del matrimonio esposte in mostra – alcune firmate dal fotografo Taponier, ritrattista di altezze reali e personalità internazionali – testimoniano la sua vicinanza all’ambiente dell’aristocrazia napoleonica: il secondo marito della suocera apparteneva infatti alla famiglia Talleyrand-Périgord, e la cerchia dei suoi amici più stretti includeva i diretti discendenti dell’aristocrazia imperiale come i De Noailles, i De Beaumont e i Murat.

Accanto alla dimensione sociale, emerge quella di ricercatrice: Mimì individua, acquisisce e studia oggetti, arredi e lettere appartenuti ad Elisa, muovendosi tra antiquariato, archivi e istituzioni internazionali. Intrattiene rapporti con importanti personalità del mondo napoleonico, dagli eredi Murat a Giuseppe Primoli, la cui collezione ha dato origine al Museo Napoleonico di Roma.

Per documentarsi su due bassorilievi di Elisa e il marito Felice acquistati in un’asta Vangelisti tenutasi a Villa Mansi, si rivolge anche al direttore del Louvre e a Paul Marmottan, storico dell’arte e collezionista francese che alla sua morte donò la sua collezione all’Académie des Beaux-Arts, dando origine al Musée Marmottan Monet e alla Bibliothèque Marmottan. Si rivolge inoltre al museo di Malmaison, dimostrando una competenza culturale tutt’altro che comune.

Il progetto di Villa Reale diventa così un vero e proprio “ritorno all’epoca di Elisa”, attraverso il recupero di arredi, ambienti e atmosfere, come se la principessa non avesse mai lasciato la dimora.

Mimì trasforma Villa Reale in un salotto culturale internazionale, frequentato da ospiti come Salvador Dalí, Jean Cocteau, Alberto Moravia, ma anche Jacqueline Kennedy e la principessa Margaret d’Inghilterra.

La moda è parte integrante del suo linguaggio estetico: dai suoi armadi emergono abiti, cappotti e cappelli delle più importanti maison dell’epoca. Tra gli oggetti esposti, il suo abito nuziale, firmato dall’atelier di Charles Frederick Worth, esposto su servo muto originale. Il matrimonio con Cecil Blumenthal nel 1919 segna l’inizio di un sodalizio fondato sull’arte e sul sostegno alla cultura contemporanea.

Alla cerimonia partecipano anche esponenti della nobiltà europea, come i Talleyrand, i de Gramont, i Rohan-Chabot e ancora i Murat. In una fotografia, un paggetto è descritto da Vogue come “abbigliato come il Re di Roma”, indossa infatti un completo che è un omaggio al figlio di Napoleone Bonaparte e Maria Luisa D’Asburgo-Lorena.

Spettacolo e mondanità. Dopo il matrimonio, la coppia sviluppa una intensa attività culturale tra Parigi, Roma e New York, tra gallerie d’arte e collezionismo. Le feste nella loro villa di rue de Babylone a Parigi, a pochi passi dalla dimora di Elisa Bonaparte Baciocchi, diventano oggetto di cronaca internazionale. Nonostante i difficili periodi della guerra e delle leggi raziali, fondano una galleria d’arte a Roma e a New York. Nasce a Roma, in Campidoglio, il teatro La Cometa, legato al motto familiare Lumen in coelo, recentemente riattivato da Maria Grazia Chiuri, direttrice creativa di Fendi, che, per l’inaugurazione, si è ispirata anche all’estetica delle celebri feste, bal blanc, organizzate da Mimì.

Cappelli e fotografie. La passione per la fotografia accompagna tutta la vita della contessa, così come quella per i cappelli, molti ancora conservati nelle scatole dell’Archivio di Villa Reale di Marlia. L’inclinazione per la fotografia sembra arrivare direttamente dalla figura dello zio Papa Leone XIII, attento alle innovazioni tecnologiche e collezionista di strumenti fotografici e cinematografici, conservati nella Palazzina dell’Orologio a Marlia.

Mimì documenta costantemente la propria vita e partecipa anche a concorsi di fotografia. Per questo, all’ingresso del percorso espositivo, il visitatore è accolto da un cappello firmato Cleo Romagnoli e da un suo ritratto realizzato da Milton Gendel.

https://www.fondazionecarilucca.it/elisa-bonaparte-e-mimi-pecci-blunt-a-marlia

HENRI MATISSE -EN LA AVENTURA DE LA TELA- TURISMO EN BRIOUDE SUD AUVERNIA. MAESTRO RICCARDO MUTI: 85 ANNI

 El pasado de Matisse ilustra claramente su afición por las telas. Proveniente de una familia de tejedores y originario del país de los textiles, Henri Matisse (1869-1954) inicialmente coleccionó telas de su región antes de abrirla a producciones extraeuropeas como las telas Kuba del Congo y las tapas de Oceanía.

Como soportes decorativos para naturalezas muertas e interiores, pero también como vestimentas para modelos, es por eso que los tejidos ocupan un lugar habitual en la obra de Matisse.

Además, las fotografías de los estudios del artista confirman la abundancia de textiles en la vida cotidiana de Matisse como recurso para la creación de composiciones pictóricas.

Además, la exposición pretende explorar el impacto de los tejidos en la propuesta artística del pintor, ya sea en el dibujo, el grabado, la pintura o el vestuario.

Por último, L'aventure du tissu pretende llevar al visitante a un viaje a través de las influencias de Occidente, luego de Oriente, antes de centrarse en Polinesia y concluir con la creación de las casullas para la capilla Matisse en Vence.

Jean-Louis Prat y Thomas Wierzbiński, comisarios de la exposición

Con el excepcional apoyo de la Fundación Pierre y Tana Matisse

https://www.tourisme-brioudesudauvergne.fr/es/animations/henri-matisse-dans-laventure-du-tissu/


Riccardo Muti 85 anni di Genio e di Radici: Happy Birthday

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Riccardo Muti 85 anni di Genio e di Radici: Happy Birthday

 

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Molfetta, 28/07/2026


Riccardo Muti compie 85 anni.

Ottantacinque stagioni di vita e di musica, di palchi illuminati e di silenzi cercati, di applausi che hanno attraversato continenti e di radici che, nonostante tutto, sono rimaste salde, profonde, luminose come la sua terra: la Puglia.

Per chi ama il Maestro, questo non è un semplice compleanno.
È un momento di riconoscenza.
È un abbraccio collettivo.
È la celebrazione di un uomo che ha portato l’Italia nel mondo e il mondo dentro l’Italia.


Il Maestro Riccardo Muti interviene sulla necessità dell'insegnamento a scuola della storia della musica 

« QUEL CIRQUE ! » ENTRE EN PISTE . VILLE EPINAL

 Du 28 juin au 4 janvier 2026,

le musée de l’Image présente sa nouvelle exposition temporaire Quel cirque ! Une invitation à venir découvrir l’histoire fascinante et millénaire de l’un des arts les plus populaires, où magie, grandeur et folie se magie, grandeur et folie se

rencontrent : le cirque

Riche des collections d’images populaires du musée, d’objets, photographies et affi ches, provenant des collections du Centre national du graphisme de Chaumont, cette nouvelle exposition invite le public à un voyage dans le temps, entre la naissance du cirque sous sa forme moderne au XVIIIe siècle et l’apogée de sa popularité au XIXe siècle.

Le parcours débute par l’émergence des premières formes de cirque en Angleterre, où spectacles équestres et numéros acrobatiques et comiques marquent le point de départ de cette grande aventure.


Rapidement, le cirque devient un phénomène qui fait des émules à travers l’Europe, notamment en France, où des familles emblématiques perpétuent et développent ce genre dans la capitale. 

Il devient alors un spectacle exceptionnel qui repose sur l’incroyable talent d’acrobates, danseurs, écuyers, dompteurs et clowns, figures incontournables, qui nourrissent de nombreux mythes et fantasmes que l’imagerie populaire représentera à foison au cœur du XIXe siècle. 

Il s’impose en « art » profondément lié à l’image, illustré par des affi chistes de renom comme Jules Chéret, dont les œuvres ont contribué à lui donner ses lettres de noblesse.


 Au fi l de ces deux siècles de mutations, le cirque devient un art central, profondément ancré dans la société de son époque. Le musée de l’Image propose de le découvrir sous un autre angle, via le prisme de son image et de sa représentation au cours de ces deux siècles.



https://www.epinal.fr/wp-content/uploads/2025/06/double-page-musee-juillet-aout-2025-tr.pdf

EXPOSITION "DE NAPLES À CHANTILLY, LES COLLECTIONS DE LA REINE CAROLINE MURAT" CHÂTEAU DE CHANTILLY

Découvrez-en plus sur l'exposition présentée au Jeu de Paume du Château de Chantilly jusqu'au 4 octobre "De Naples à Chantilly, les collections de la reine Caroline Murat".

Passionnée par la baie de Naples et les sites antiques de Pompéi et d’Herculanum, Caroline Murat, sœur de Napoléon Iᵉʳ et reine de Naples, constitua une collection remarquable en soutenant des artistes majeurs tels qu’Ingres, Rebell ou Canova. L’exposition reconstitue cette collection grâce à d’importants prêts et à des œuvres récemment réattribuées.

#musee #exposition #chantilly #naples #collection #chateaudechantilly #chateau

LES CULTURELLES DE BAGATELLE AU PARC DE BAGATELLE. POE FANTASTIC OPÉRA, ETC.

Du jeudi 28 mai au dimanche 6 septembre 2026

Les Culturelles de Bagatelle vous donnent rendez-vous à l'Orangerie du Parc de Bagatelle avec 3 périodes et 3 temps forts : Le Mai musical avec des concerts classiques et jazz, Août en fête avec ses spectacles et du théâtre musical, de la musique actuelle et le Septembre musical, avec des concerts et du théâtre lyriques. Des expositions de peinture viendront orner les murs cette année. Un festival ludique, festif, pour tous les publics, petits et grands, dans un lieu d'exception.

Les Culturelles de Bagatelle, à l'Orangerie du Parc de Bagatelle, c'est 27 spectacles et concerts différents tout au long des beaux jours.

Calendrier 2026 :

Piano 100 limites, les grands classiques à la carte, le jeudi 28 mai 2026, 20h.

Les Quatre Saisons, Vivaldi – Orchestre Lamoureux, le vendredi 29 mai 2026, 20h.

Bébé Concert - Vivaldi – tout-petits et petits, le samedi 30 mai 2026, 10h15 et 11h30.

Les Nouveaux Talents du classique, les samedi 30 et dimanche 31 mai 2026, 14h30.

Célimène Daudet – Haïti mon amour, le samedi 30 mai 2026, 17h.

Nathan Mierdl & Paul Montag – Dialogues Romantiques de Brahms à Fauré, le samedi 30 mai 2026, 20h.

Pierre et le loup – tout-petits et petits, le dimanche 31 mai 2026, 10h15 et 11h30.

Paul Montag & Paul Lay – Deux Paul pour un dialogue : du Classique au Jazz, le dimanche 31 mai 2026, 17h.

Le Petit Chaperon rouge – tout-petits et petits, du 29 juillet au 9 août 2026, les mercredis, samedis, dimanches 14h

Poe Fantastic Opera, du 29 juillet au 9 août 2026, du mercredi au vendredi 19h, samedis 17h30, dimanches 20h

Pas d’omelettes sans œufs – tout-petits et petits, du 29 juillet au 16 août 2026, les mercredis, samedis, dimanches 11h

Volpone, le bal des crapules, du 29 juillet au 16 août 2026, du mercredi au vendredi 20h45, samedis 20h, dimanches 17h30

Les Contes du chat perché – petits et tout-grands, du 29 juillet au 9 août 2026, les mercredis, samedis, dimanches 16h

Marlaguette – petits et tout-grands, du 12 au 30 août 2026, les mercredis, samedis, dimanches 14h

Minotaure ou Le Labyrinthe de glace – petits et tout-grands, du 14 au 30 août 2026, les vendredis 14h, samedis et dimanches 16h

Le Marchand de Venise, du 18 au 30 août 2026, les mardis et samedis 20h, du mercredi au vendredi 20h45, dimanches 17h30

La fille melon et le garçon potiron – tout-petits et petits, du 19 au 30 août 2026, les mercredis, samedis, dimanches 11h

Les Swinging Poules Vol.3 – Plutôt crever, du 26 au 29 août 2026, du mercredi au vendredi 19h, samedi 17h30

Eva Jean, je suis ton père avec le look de ta mère, dimanche 30 août et mardi 1er septembre 2026, 20h

Grand Boeuf musical & sa controverse, lundi 31 août 2026, 19h30

Victoria Sio – Une voix, un piano, mercredi 2 septembre 2026, 20h30

Chloé Chaume / Paul Montag – de l’ombre à la lumière, le jeudi 3 septembre 2026, 20h.

Cherche Piano aqueux pour jouer La Truite de Schubert, le vendredi 4 septembre 2026, 20h et le samedi 5 septembre, 17h.

Opéranimaux– tout-petits et petits, les samedi 5 et dimanche 6 septembre 2026, 10h15 et 11h30.

Raphaël Sévère / Tatiana Probst / Paul Montag - Trilogue du chant à la clarinette, le samedi 5 septembre 2026, 20h

Les Nouveaux Talents du lyrique, les samedi 5 et dimanche 6 septembre 2026, 14h30.

Un Cabaret classique, le dimanche 6 septembre 2026, 16h30.

L'entrée est gratuite pour les spectateurs munis d'un billet pour Les Culturelles de Bagatelle.

https://www.paris.fr/evenements/les-culturelles-de-bagatelle-saison-2026-107022

LA MODERNITÀ DELLA VITA A ERCOLANO. L'ANTEPRIMA DELLA MOSTRA A CASTEL SANT'ANGELO

 Rivivere la civiltà, modernissima, di Ercolano all'interno di Castel Sant'Angelo. Parte oggi 'Ercolano. L'arte di vivere', una mostra a cura di Massimo Osanna, Federica Colaiacomo, Luca Mercuri e Francesco Sirano che restituisce una fotografia delle abitudini della comunità campana attraverso reperti, pitture, ma anche legni, organici e suppellettili.

 E soprattutto seguendo il filo conduttore del cibo e della convivialità. L'eruzione del Vesuvio ha distrutto Ercolano, ma ne ha conservato l'unicità: il percorso espositivo consente al visitatore di ammirare l'iconografia del vulcano e conoscere la comunità per mezzo delle botteghe e lo street food, il pane, il vino, la cucina e i pasti. 

L'iniziativa nasce dalla collaborazione tra gli Istituti Pantheon e Castel Sant’Angelo – Direzione Musei nazionali della città di Roma e il Parco archeologico di Ercolano e sarà visitabile fino al prossimo 18 ottobre.

Servizio di Gianvito Rutigliano (Agtw)

GREEK NATIONAL OPERA. ΠΡΌΓΡΑΜΜΑ ΕΝΑΛΛΑΚΤΙΚΉΣ ΣΚΗΝΉΣ 26.27 | ALTERNATIVE STAGE SEASON 26.27