sábado, 1 de agosto de 2026

INAUGURATA LA MOSTRA “ELISA BONAPARTE E MIMI’ PECCI BLUNT A MARLIA. DUE DONNE, DUE SECOLI, UNA VILLA”


Dal 2 luglio al 16 agosto 2026, la Sala degli Affreschi del complesso di San Micheletto, sede della Fondazione Cassa di Risparmio di Lucca, ospita Elisa Bonaparte e Mimì Pecci Blunt a Marlia. Due donne, due secoli, una Villa, esposizione dedicata al dialogo ideale tra Elisa Bonaparte Baciocchi e Anna Laetitia, detta Mimì Pecci Blunt, entrambe legate alla Villa Reale di Marlia (Capannori, Lucca), che scelsero come luogo di cultura, arte e mecenatismo.

Vissute a oltre un secolo di distanza, Elisa Bonaparte Baciocchi (Ajaccio, 1777 – Villa Vicentina, 1820) e Mimì Pecci Blunt (Roma,1885-Marlia, 1971) condividono una stessa idea del ruolo da dare a una dimora storica. È questo il filo conduttore del progetto, nato dalle ricerche che l’associazione Napoleone ed Elisa: da Parigi alla Toscana porta avanti dal 2022 nell’Archivio “Grönberg – Villa Reale di Marlia”.

La mostra – curata da Roberta Martinelli, con ricerche e testi di Simonetta Giurlani Pardini, progetto espositivo di Lucia Maffei, sostenuta dalla Fondazione Cassa di Risparmio di Lucca e dal Comune di Lucca nell’ambito del calendario di Vivi Lucca – prende avvio da una scoperta di particolare rilievo emersa dall’archivio: il ritrovamento un nucleo di quindici lettere, di cui dieci interamente autografe di Elisa Bonaparte Baciocchi, alcune delle quali esposte per la prima volta.

In ambito napoleonico è estremamente raro rintracciare lettere scritte di pugno da Elisa. Datate tra il 1805 e il 1820, sono indirizzate a diversi interlocutori, tra cui il fratello Luciano Bonaparte e la celebre educatrice Madame Campan. Le lettere restituiscono uno spaccato della vita politica, familiare e culturale della principessa e aprono nuove prospettive di ricerca su di lei e sulla Lucca napoleonica. Costituiscono un nuovo e significativo filone di indagine storica su eventi, usi e costumi dell’epoca.

È proprio da queste nuove fonti documentarie che si sviluppa il racconto dell’esposizione, costruito attorno alle figure di Elisa Bonaparte Baciocchi e Mimì Pecci Blunt. Per l’occasione sarà redatto un volume edito da Maria Pacini Fazzi.

Il percorso espositivo

Il cuore del percorso espositivo è il legame tra le due donne, ricostruito attraverso la vita di Mimì Pecci Blunt: dalla nascita all’educazione, sotto la tutela diretta del prozio Papa Leone XIII, una delle figure più importanti della storia della Chiesa, fino alla svolta rappresentata dal matrimonio con Cecil Blumenthal, da cui prenderà vita il sodalizio “Pecci Blunt” e, successivamente, l’acquisto della Villa di Elisa Bonaparte Baciocchi.

La prima parte della mostra ripercorre gli anni della formazione di Mimì a Roma, attraverso documenti della sua infanzia: dalla fotografia del primo giorno di scuola alla corrispondenza con i genitori, che vedrà solo saltuariamente a partire dai quattro anni, dal suo ingresso precoce al Collegio romano dell’Assunzione. La vicinanza con Papa Leone XIII segna profondamente la sua crescita, trasmettendole coraggio, visione e spirito innovativo.

La seconda si apre con l’acquisto di Villa Reale di Marlia nel 1923. Da quel momento e fino al termine della sua vita, nel 1971, la contessa Pecci Blunt lavora per restituire alla villa l’atmosfera dell’epoca di Elisa. Tra i materiali esposti figura l’inventario inedito degli acquisti fatti, redatto dalla stessa Mimì tra il 1923 e il 1926.

Dalle carte emerge il forte legame con la figura di Elisa Bonaparte Baciocchi, che guida l’intero progetto culturale e identitario della dimora. Anche le fotografie del matrimonio esposte in mostra – alcune firmate dal fotografo Taponier, ritrattista di altezze reali e personalità internazionali – testimoniano la sua vicinanza all’ambiente dell’aristocrazia napoleonica: il secondo marito della suocera apparteneva infatti alla famiglia Talleyrand-Périgord, e la cerchia dei suoi amici più stretti includeva i diretti discendenti dell’aristocrazia imperiale come i De Noailles, i De Beaumont e i Murat.

Accanto alla dimensione sociale, emerge quella di ricercatrice: Mimì individua, acquisisce e studia oggetti, arredi e lettere appartenuti ad Elisa, muovendosi tra antiquariato, archivi e istituzioni internazionali. Intrattiene rapporti con importanti personalità del mondo napoleonico, dagli eredi Murat a Giuseppe Primoli, la cui collezione ha dato origine al Museo Napoleonico di Roma.

Per documentarsi su due bassorilievi di Elisa e il marito Felice acquistati in un’asta Vangelisti tenutasi a Villa Mansi, si rivolge anche al direttore del Louvre e a Paul Marmottan, storico dell’arte e collezionista francese che alla sua morte donò la sua collezione all’Académie des Beaux-Arts, dando origine al Musée Marmottan Monet e alla Bibliothèque Marmottan. Si rivolge inoltre al museo di Malmaison, dimostrando una competenza culturale tutt’altro che comune.

Il progetto di Villa Reale diventa così un vero e proprio “ritorno all’epoca di Elisa”, attraverso il recupero di arredi, ambienti e atmosfere, come se la principessa non avesse mai lasciato la dimora.

Mimì trasforma Villa Reale in un salotto culturale internazionale, frequentato da ospiti come Salvador Dalí, Jean Cocteau, Alberto Moravia, ma anche Jacqueline Kennedy e la principessa Margaret d’Inghilterra.

La moda è parte integrante del suo linguaggio estetico: dai suoi armadi emergono abiti, cappotti e cappelli delle più importanti maison dell’epoca. Tra gli oggetti esposti, il suo abito nuziale, firmato dall’atelier di Charles Frederick Worth, esposto su servo muto originale. Il matrimonio con Cecil Blumenthal nel 1919 segna l’inizio di un sodalizio fondato sull’arte e sul sostegno alla cultura contemporanea.

Alla cerimonia partecipano anche esponenti della nobiltà europea, come i Talleyrand, i de Gramont, i Rohan-Chabot e ancora i Murat. In una fotografia, un paggetto è descritto da Vogue come “abbigliato come il Re di Roma”, indossa infatti un completo che è un omaggio al figlio di Napoleone Bonaparte e Maria Luisa D’Asburgo-Lorena.

Spettacolo e mondanità. Dopo il matrimonio, la coppia sviluppa una intensa attività culturale tra Parigi, Roma e New York, tra gallerie d’arte e collezionismo. Le feste nella loro villa di rue de Babylone a Parigi, a pochi passi dalla dimora di Elisa Bonaparte Baciocchi, diventano oggetto di cronaca internazionale. Nonostante i difficili periodi della guerra e delle leggi raziali, fondano una galleria d’arte a Roma e a New York. Nasce a Roma, in Campidoglio, il teatro La Cometa, legato al motto familiare Lumen in coelo, recentemente riattivato da Maria Grazia Chiuri, direttrice creativa di Fendi, che, per l’inaugurazione, si è ispirata anche all’estetica delle celebri feste, bal blanc, organizzate da Mimì.

Cappelli e fotografie. La passione per la fotografia accompagna tutta la vita della contessa, così come quella per i cappelli, molti ancora conservati nelle scatole dell’Archivio di Villa Reale di Marlia. L’inclinazione per la fotografia sembra arrivare direttamente dalla figura dello zio Papa Leone XIII, attento alle innovazioni tecnologiche e collezionista di strumenti fotografici e cinematografici, conservati nella Palazzina dell’Orologio a Marlia.

Mimì documenta costantemente la propria vita e partecipa anche a concorsi di fotografia. Per questo, all’ingresso del percorso espositivo, il visitatore è accolto da un cappello firmato Cleo Romagnoli e da un suo ritratto realizzato da Milton Gendel.

https://www.fondazionecarilucca.it/elisa-bonaparte-e-mimi-pecci-blunt-a-marlia

HENRI MATISSE -EN LA AVENTURA DE LA TELA- TURISMO EN BRIOUDE SUD AUVERNIA. MAESTRO RICCARDO MUTI: 85 ANNI

 El pasado de Matisse ilustra claramente su afición por las telas. Proveniente de una familia de tejedores y originario del país de los textiles, Henri Matisse (1869-1954) inicialmente coleccionó telas de su región antes de abrirla a producciones extraeuropeas como las telas Kuba del Congo y las tapas de Oceanía.

Como soportes decorativos para naturalezas muertas e interiores, pero también como vestimentas para modelos, es por eso que los tejidos ocupan un lugar habitual en la obra de Matisse.

Además, las fotografías de los estudios del artista confirman la abundancia de textiles en la vida cotidiana de Matisse como recurso para la creación de composiciones pictóricas.

Además, la exposición pretende explorar el impacto de los tejidos en la propuesta artística del pintor, ya sea en el dibujo, el grabado, la pintura o el vestuario.

Por último, L'aventure du tissu pretende llevar al visitante a un viaje a través de las influencias de Occidente, luego de Oriente, antes de centrarse en Polinesia y concluir con la creación de las casullas para la capilla Matisse en Vence.

Jean-Louis Prat y Thomas Wierzbiński, comisarios de la exposición

Con el excepcional apoyo de la Fundación Pierre y Tana Matisse

https://www.tourisme-brioudesudauvergne.fr/es/animations/henri-matisse-dans-laventure-du-tissu/


Riccardo Muti 85 anni di Genio e di Radici: Happy Birthday

facebook sharing button
twitter sharing button
whatsapp sharing button
messenger sharing button
sms sharing button

 

Riccardo Muti 85 anni di Genio e di Radici: Happy Birthday

 

Print

Molfetta, 28/07/2026


Riccardo Muti compie 85 anni.

Ottantacinque stagioni di vita e di musica, di palchi illuminati e di silenzi cercati, di applausi che hanno attraversato continenti e di radici che, nonostante tutto, sono rimaste salde, profonde, luminose come la sua terra: la Puglia.

Per chi ama il Maestro, questo non è un semplice compleanno.
È un momento di riconoscenza.
È un abbraccio collettivo.
È la celebrazione di un uomo che ha portato l’Italia nel mondo e il mondo dentro l’Italia.


Il Maestro Riccardo Muti interviene sulla necessità dell'insegnamento a scuola della storia della musica 

« QUEL CIRQUE ! » ENTRE EN PISTE . VILLE EPINAL

 Du 28 juin au 4 janvier 2026,

le musée de l’Image présente sa nouvelle exposition temporaire Quel cirque ! Une invitation à venir découvrir l’histoire fascinante et millénaire de l’un des arts les plus populaires, où magie, grandeur et folie se magie, grandeur et folie se

rencontrent : le cirque

Riche des collections d’images populaires du musée, d’objets, photographies et affi ches, provenant des collections du Centre national du graphisme de Chaumont, cette nouvelle exposition invite le public à un voyage dans le temps, entre la naissance du cirque sous sa forme moderne au XVIIIe siècle et l’apogée de sa popularité au XIXe siècle.

Le parcours débute par l’émergence des premières formes de cirque en Angleterre, où spectacles équestres et numéros acrobatiques et comiques marquent le point de départ de cette grande aventure.


Rapidement, le cirque devient un phénomène qui fait des émules à travers l’Europe, notamment en France, où des familles emblématiques perpétuent et développent ce genre dans la capitale. 

Il devient alors un spectacle exceptionnel qui repose sur l’incroyable talent d’acrobates, danseurs, écuyers, dompteurs et clowns, figures incontournables, qui nourrissent de nombreux mythes et fantasmes que l’imagerie populaire représentera à foison au cœur du XIXe siècle. 

Il s’impose en « art » profondément lié à l’image, illustré par des affi chistes de renom comme Jules Chéret, dont les œuvres ont contribué à lui donner ses lettres de noblesse.


 Au fi l de ces deux siècles de mutations, le cirque devient un art central, profondément ancré dans la société de son époque. Le musée de l’Image propose de le découvrir sous un autre angle, via le prisme de son image et de sa représentation au cours de ces deux siècles.



https://www.epinal.fr/wp-content/uploads/2025/06/double-page-musee-juillet-aout-2025-tr.pdf

"DE NAPLES À CHANTILLY, COLLECTIONS DE LA REINE CAROLINE MURAT". CHÂTEAU DE CHANTILLY. MUSÉE YVES SAINT-LAURENT

Découvrez-en plus sur l'exposition présentée au Jeu de Paume du Château de Chantilly jusqu'au 4 octobre "De Naples à Chantilly, les collections de la reine Caroline Murat".

Passionnée par la baie de Naples et les sites antiques de Pompéi et d’Herculanum, Caroline Murat, sœur de Napoléon Iᵉʳ et reine de Naples, constitua une collection remarquable en soutenant des artistes majeurs tels qu’Ingres, Rebell ou Canova. L’exposition reconstitue cette collection grâce à d’importants prêts et à des œuvres récemment réattribuées.

#musee #exposition #chantilly #naples #collection #chateaudechantilly #chateau


LES CULTURELLES DE BAGATELLE AU PARC DE BAGATELLE. POE FANTASTIC OPÉRA, ETC.

Du jeudi 28 mai au dimanche 6 septembre 2026

Les Culturelles de Bagatelle vous donnent rendez-vous à l'Orangerie du Parc de Bagatelle avec 3 périodes et 3 temps forts : Le Mai musical avec des concerts classiques et jazz, Août en fête avec ses spectacles et du théâtre musical, de la musique actuelle et le Septembre musical, avec des concerts et du théâtre lyriques. Des expositions de peinture viendront orner les murs cette année. Un festival ludique, festif, pour tous les publics, petits et grands, dans un lieu d'exception.

Les Culturelles de Bagatelle, à l'Orangerie du Parc de Bagatelle, c'est 27 spectacles et concerts différents tout au long des beaux jours.

Calendrier 2026 :

Piano 100 limites, les grands classiques à la carte, le jeudi 28 mai 2026, 20h.

Les Quatre Saisons, Vivaldi – Orchestre Lamoureux, le vendredi 29 mai 2026, 20h.

Bébé Concert - Vivaldi – tout-petits et petits, le samedi 30 mai 2026, 10h15 et 11h30.

Les Nouveaux Talents du classique, les samedi 30 et dimanche 31 mai 2026, 14h30.

Célimène Daudet – Haïti mon amour, le samedi 30 mai 2026, 17h.

Nathan Mierdl & Paul Montag – Dialogues Romantiques de Brahms à Fauré, le samedi 30 mai 2026, 20h.

Pierre et le loup – tout-petits et petits, le dimanche 31 mai 2026, 10h15 et 11h30.

Paul Montag & Paul Lay – Deux Paul pour un dialogue : du Classique au Jazz, le dimanche 31 mai 2026, 17h.

Le Petit Chaperon rouge – tout-petits et petits, du 29 juillet au 9 août 2026, les mercredis, samedis, dimanches 14h

Poe Fantastic Opera, du 29 juillet au 9 août 2026, du mercredi au vendredi 19h, samedis 17h30, dimanches 20h

Pas d’omelettes sans œufs – tout-petits et petits, du 29 juillet au 16 août 2026, les mercredis, samedis, dimanches 11h

Volpone, le bal des crapules, du 29 juillet au 16 août 2026, du mercredi au vendredi 20h45, samedis 20h, dimanches 17h30

Les Contes du chat perché – petits et tout-grands, du 29 juillet au 9 août 2026, les mercredis, samedis, dimanches 16h

Marlaguette – petits et tout-grands, du 12 au 30 août 2026, les mercredis, samedis, dimanches 14h

Minotaure ou Le Labyrinthe de glace – petits et tout-grands, du 14 au 30 août 2026, les vendredis 14h, samedis et dimanches 16h

Le Marchand de Venise, du 18 au 30 août 2026, les mardis et samedis 20h, du mercredi au vendredi 20h45, dimanches 17h30

La fille melon et le garçon potiron – tout-petits et petits, du 19 au 30 août 2026, les mercredis, samedis, dimanches 11h

Les Swinging Poules Vol.3 – Plutôt crever, du 26 au 29 août 2026, du mercredi au vendredi 19h, samedi 17h30

Eva Jean, je suis ton père avec le look de ta mère, dimanche 30 août et mardi 1er septembre 2026, 20h

Grand Boeuf musical & sa controverse, lundi 31 août 2026, 19h30

Victoria Sio – Une voix, un piano, mercredi 2 septembre 2026, 20h30

Chloé Chaume / Paul Montag – de l’ombre à la lumière, le jeudi 3 septembre 2026, 20h.

Cherche Piano aqueux pour jouer La Truite de Schubert, le vendredi 4 septembre 2026, 20h et le samedi 5 septembre, 17h.

Opéranimaux– tout-petits et petits, les samedi 5 et dimanche 6 septembre 2026, 10h15 et 11h30.

Raphaël Sévère / Tatiana Probst / Paul Montag - Trilogue du chant à la clarinette, le samedi 5 septembre 2026, 20h

Les Nouveaux Talents du lyrique, les samedi 5 et dimanche 6 septembre 2026, 14h30.

Un Cabaret classique, le dimanche 6 septembre 2026, 16h30.

L'entrée est gratuite pour les spectateurs munis d'un billet pour Les Culturelles de Bagatelle.

https://www.paris.fr/evenements/les-culturelles-de-bagatelle-saison-2026-107022

LA MODERNITÀ DELLA VITA A ERCOLANO. L'ANTEPRIMA DELLA MOSTRA A CASTEL SANT'ANGELO

 Rivivere la civiltà, modernissima, di Ercolano all'interno di Castel Sant'Angelo. Parte oggi 'Ercolano. L'arte di vivere', una mostra a cura di Massimo Osanna, Federica Colaiacomo, Luca Mercuri e Francesco Sirano che restituisce una fotografia delle abitudini della comunità campana attraverso reperti, pitture, ma anche legni, organici e suppellettili.

 E soprattutto seguendo il filo conduttore del cibo e della convivialità. L'eruzione del Vesuvio ha distrutto Ercolano, ma ne ha conservato l'unicità: il percorso espositivo consente al visitatore di ammirare l'iconografia del vulcano e conoscere la comunità per mezzo delle botteghe e lo street food, il pane, il vino, la cucina e i pasti. 

L'iniziativa nasce dalla collaborazione tra gli Istituti Pantheon e Castel Sant’Angelo – Direzione Musei nazionali della città di Roma e il Parco archeologico di Ercolano e sarà visitabile fino al prossimo 18 ottobre.

Servizio di Gianvito Rutigliano (Agtw)

GREEK NATIONAL OPERA. ΠΡΌΓΡΑΜΜΑ ΕΝΑΛΛΑΚΤΙΚΉΣ ΣΚΗΝΉΣ 26.27 | ALTERNATIVE STAGE SEASON 26.27

 


martes, 21 de julio de 2026

TEATRO MASSIMO, 19 LUGLIO: IL CONCERTO “IN MEMORIAM” E LA NUOVA OPERA DI MARIA CHIARA CASÀ

19 Luglio 2026 

La Fondazione commemora l'anniversario della strage di via D'Amelio con il concerto In Memoria, dedicato al giudice Paolo Borsellino e agli agenti Agostino Catalano, Walter Eddie Cosina, Emanuela Loi, Vincenzo Li Muli e Claudio Traina

Cos'è

Anche quest’anno, il 19 luglio (ore 21.00 in Sala Grande), la Fondazione commemora l'anniversario della strage di via D'Amelio con il concerto In Memoria, dedicato al giudice Paolo Borsellino e agli agenti Agostino Catalano, Walter Eddie Cosina, Emanuela Loi, Vincenzo Li Muli e Claudio Traina. In scena l’organico vocale guidato dal Maestro Salvatore Punturo, che dirige il Coro di voci bianche, la Cantoria (diretta da Giuseppe Ricotta) e il Coro femminile della Fondazione, accompagnati al pianoforte da Claudio Marchetti.

Il programma musicale prevede un percorso emozionale che unisce spiritualità e riflessione civile. 

Il Coro di voci bianche aprirà con Adiemus di Karl Jenkins, Siamo piccoli cantori di Alberto Maniaci, i brani Can you hear me? e Like a rainbow di Bob Chilcott, fino al celebre Somewhere di Leonard Bernstein e a Se di Ennio Morricone. 

La Cantoria si cimenterà in un omaggio ai Beatles arrangiato da Giuseppe Ricotta, per poi unirsi al Coro di voci bianche in This wandering day di Bear McCreary e nella Contemporary Mass n. 2 – “Miserere Nobis” composta dallo stesso Ricotta.

Il cuore della concerto sarà la prima esecuzione assoluta di “A questa città vorrei dire”, una composizione commissionata dalla Fondazione Teatro Massimo alla pluripremiata compositrice palermitana Maria Chiara Casà, classe 1994. Scritta per Coro femminile, Coro di voci bianche e Cantoria, l’opera porta in scena un testo in latino denso di spiritualità e speranza e unisce il ricordo, la forza delle nuove generazioni e la musica contemporanea.

Nelle note di sala, la compositrice esprime con fermezza la scelta etica e artistica alla base del pezzo: «Alla mafia non potevo in alcun modo associare niente che fosse musica o note, nemmeno le dissonanze meritano tanto» spiega Maria Chiara Casà.

 «Pertanto spero che il Coro perdonerà la mia richiesta di scendere al compromesso di toccare certe bassezze sonore ed esperimenti tribali che ho trovato come unica soluzione per la descrizione, in partitura, della sottospecie mafiosa. All’antimafia, agli eroi, agli uomini e alle donne che hanno lottato e lottano ogni giorno per la Giustizia va la Musica e l’eternità della Bellezza che [...] si ricompone e torna a camminare sulle gambe delle nuove generazioni».

Maria Chiara Casà, talento versatile della nuova scuola compositiva italiana, spazia dalla musica sinfonica alle colonne sonore cinematografiche e teatrali, vantando tra i suoi ultimi lavori le musiche per la serie cult “Boris 4” su Disney+ e le pellicole internazionali “Daemon mind” e “Dimension slip”. 

Edita da Sonzogno e Universal Edition, ha già ricevuto commissioni da vari teatri europei e torna al Teatro Massimo dove, nel 2015, aveva già diretto la prima di una sua opera alla presenza di Sofija Gubajdulina. 

Il concerto si configura così non solo come un atto di memoria storica, ma come un autentico passaggio di testimone, dove le voci dei più giovani, attraverso l'eternità della bellezza, riaffermano il rifiuto della violenza mafiosa e l'amore per la propria città.

https://www.comune.palermo.it/vivere-il-comune/eventi/teatro-massimo-19-luglio-il-concerto-in-memoria-e-la-nuova-opera-di-maria-chiara-cas/

domingo, 19 de julio de 2026

IL COMPLESSO MONUMENTALE DELLA PILOTTA, ETC. SIÈCLES D'OR ET D'OMBRE. MUSÉE DU LOUVRE, MUSIQUE

Il Complesso monumentale della Pilotta, l’Antica Spezieria di San Giovanni Evangelista, il Castello di Torrechiara e l’Area archeologica di Veleia aderiscono a Domenica al Museo, l’iniziativa promossa dal Ministero della Cultura che, ogni prima domenica del mese, rende accessibili gratuitamente i musei, i parchi archeologici e i luoghi della cultura statali.

Complesso monumentale della Pilotta


Simbolo del potere ducale dei Farnese, il Palazzo della Pilotta era il centro storico e civile della città di Parma.

Orari domenica 2 agosto  

Galleria Nazionale
dalle 9.00 alle 19.00
(ultimo ingresso alle18.00)
 
Biblioteca Palatina – Galleria Petitot
dalle 9.00 alle 13.30
(ultimo ingresso alle 13.00)
 
Museo Archeologico Nazionale
dalle 14.00 alle 19.00
(ultimo ingresso alle 18.00)
 
Museo Bodoni
dalle 9.00 alle 13.30

Antica Spezieria di San Giovanni Evangelista

 
Nel cuore di Parma, a pochi passi dal Palazzo della Pilotta, l’Antica Spezieria di San Giovanni Evangelista raccoglie al suo interno una collezione di mortai, albarelli, vasi, alambicchi e altri oggetti legati alla produzione farmaceutica.

Orari domenica 2 agosto
dalle 15.00 alle 19.00
(ultimo ingresso alle 18.30)

* accesso contingentato, massimo 15 persone in contemporanea

Castello di Torrechiara

 
Il Castello di Torrechiara è uno dei più notevoli esempi di architettura fortificata non solo dell’Emilia-Romagna, ma di tutta Italia. Posto su una collina a sud della città di Parma, domina la vallata con le sue alte torri e custodisce al suo interno sale ricche di affreschi.

Orari domenica 2 agosto
dalle 11.00 alle 17.00
(ultimo ingresso alle 16.30)

MUSIQUE AU LOUVRE

7 octobre 2026 – 22 janvier 2027

Des fastes de l’Empire sur lequel le soleil ne se couchait jamais aux déchirements sanglants du vingtième siècle, en attendant l’essor d’une movida qui s’exprime aussi chez les compositeurs de la péninsule, cinq siècles de musique espagnole nous contemplent, entre jubilation du chant, virtuosité du piano, grâce de la viole de gambe et de la guitare…


Mercredi 7 octobre 2026
Ensemble Cantoria – direction Jorge Losana : Les musiques de Zurbarán 

Mercredi 25 novembre 2026
Arcángel – Quatuor Diotima : Flamenco contemporain (Sotelo – Adamek – Ravel)

Vendredi 4 décembre 2026
Tanguy de Williencourt : De Zurbarán à Goya (Granados – Mompou)

Mercredi 13 janvier 2027
Jordi Savall et Hesperion XXI : Séville entre mondes et mers  (Ortiz, Sanz, Guerrero, de Murcia…)

Vendredi 22 janvier 2027
Thibaut Garcia y sus amigos ! (Albeniz, Quiroga…)

https://www.louvre.fr/expositions-et-evenements/evenements-activites/siecles-d-or-et-d-ombre

LA PERVIVENCIA DEL PAGANISMO EN ESPAÑOL, ABY WARBURG. ALIANZA EDITORIAL

 Autor/a : Aby Warburg

Traductor/a : Felipe Pereda Espejo, Elena Sánchez Vigil

Como dice Georges Didi-Huberman, «con Warburg, el pensamiento del arte y el pensamiento de la historia experimentan un giro decisivo. Después de Warburg, no nos encontramos ya ante la imagen y ante el tiempo como antes»

A través de un original método de trabajo, inspirado en la obra de figuras aparentemente tan dispares como Freud y Darwin, Aby Warburg revolucionó no solo nuestra forma de entender el arte, sino también nuestra concepción del tiempo, al analizar las imágenes como formas de pensamiento que atraviesan toda la historia de la humanidad y desafían las fronteras entre presente, pasado y futuro.

Después de Warburg, no pudimos mirar ni recordar de la misma manera. "La pervivencia del paganismo" recoge todos los artículos que, a caballo entre Hamburgo y Florencia, fue escribiendo mientras su salud mental se lo permitió.

 Desde sus primeros trabajos sobre la "Primavera" y "El nacimiento de Venus" de Botticelli hasta los más tardíos dedicados a la cultura astrológica en el entorno de Martín Lutero, los ensayos de Aby Warburg conforman una tupida malla tejida con hilos tan dispares como los de la poesía, la historia de la astrología o la magia y, por supuesto, las imágenes, el depósito fundamental de la memoria psicológica de la historia. Una obra exuberante y ambiciosa que redefinió los contornos de la historia del arte y constituye el legado fundamental de uno de los más importantes intelectuales del siglo XX.

https://www.alianzaeditorial.es/libro/alianza-ensayo/la-pervivencia-del-paganismo-aby-warburg-9791370092740/

À QUI APPARTIENT LA BEAUTÉ ? AVEC BÉNÉDICTE SAVOY. AHORA EN ESPAÑOL. CÁTEDRA

Ali Baddou reçoit Bénédicte Savoy, professeure d’histoire de l’art à l’Université technique de Berlin. Autrice de "Restituer le patrimoine africain" avec Felwine Sarr, pour son nouveau livre À qui appartient la beauté ? aux éditions la Découverte.

JOANA VASCONCELOS. "TRANSFIGURACIÓN». MUSEO PICASSO MÁLAGA

 El Museo Picasso Málaga presenta la exposición Joana Vasconcelos. Transfiguración (29 mayo – 27 septiembre 2026) en la que se ofrece una aproximación amplia a la obra de una de las artistas europeas más singulares del panorama contemporáneo.

La muestra reúne esculturas e instalaciones realizadas desde finales de los años noventa hasta la actualidad, permitiendo observar cómo la práctica artística de Vasconcelos se articula en torno a una misma operación fundamental: la capacidad de transformar objetos, símbolos y materiales cotidianos en experiencias visuales y espaciales capaces de alterar nuestra percepción del mundo.

 

Comisariada por Miguel López-Remiro, director artístico del Museo Picasso Málaga, la exposición refuerza el interés del museo en la colaboración internacional y en la presentación de proyectos singulares en el ámbito del arte contemporáneo.

Joana Vasconcelos. Transfiguración ofrece en el MPM una amplia visión de su trayectoria mediante la reunión de 13 esculturas e instalaciones que permiten al espectador experimentar como desplazar el significado de los objetos sin anular su memoria. 

El título de la muestra define con precisión ese proceso: lo textil que deviene arquitectura, lo ornamental que asume un papel estructural, el objeto cotidiano que funciona como dispositivo crítico, la casa que se abre como escenario público y el museo que se convierte en un espacio de experiencia, más allá de la conservación. 

Este concepto recorre las salas expositivas en donde lo cotidiano alcanza dimensión monumental; lo utilitario adquiere un carácter ceremonial; y lo doméstico se expande hasta lo arquitectónico.

La acción de «transfigurar» no implica sustituir ni borrar el origen: aquello sigue siendo lo que es, pero empieza a mostrarse de otra manera. 

Los objetos mantienen su identidad material y su carga cultural, aunque su sentido se transforma al situarse en un nuevo marco perceptivo. 

Ejemplifica Joana Vasconcelos en esta cita: «Si miramos Las señoritas de Aviñón de Picasso, están ahí, pero, al mismo tiempo, no están ahí. A través de formas geométricas, que no son naturales, han sido transfiguradas; su identidad ha mutado».

https://www.museopicassomalaga.org/prensa/joana-vasconcelos-transfiguracion-expo

HAMLET BY AMBROISE THOMAS (TRAILER). OPÉRA NATIONAL DE PARIS

 Dans les années 1860, Ambroise Thomas fait partie des compositeurs qui, comme Verdi avec Macbeth ou Gounod avec Roméo et Juliette, décident de porter à la scène lyrique une pièce de Shakespeare. Il choisit Hamlet, la plus célèbre, la plus philosophique aussi.

Dans la version des librettistes Jules Barbier et Michel Carré, le prince du Danemark perd un peu de sa dimension métaphysique, ce que compense une musique pleine de relief, introduisant même deux solos de saxophone.

Si Ambroise Thomas utilise les codes du grand opéra français – cinq actes, un ballet, de vastes effectifs –, il le fait évoluer en insistant sur le drame individuel. Créé en 1868 à l’Opéra de Paris, l’ouvrage connut un immense succès.

Le metteur en scène Krzysztof Warlikowski livre une lecture psychanalytique de l’opéra – ici donné dans la version pour ténor – où Hamlet, enfermé dans ses souvenirs et ses obsessions, revit le trauma lié au meurtre de son père.

Opéra national de Paris

LA SECRETARÍA DE CULTURA DE ARGENTINA DESPIDE AL DIRECTOR DE ORQUESTA PEDRO IGNACIO CALDERÓN

 El reconocido músico, considerado uno de los directores de orquesta más importantes de Latinoamérica, falleció hoy a los 92 años.

La Secretaría de Cultura de la Nación lamenta el fallecimiento del músico y director argentino Pedro Ignacio Calderón, quien estuviera al frente de la Orquesta Sinfónica Nacional durante 22 años y fuera nombrado, en el año 2015, Director Emérito del elenco nacional.

El secretario de Cultura de la Nación, Leonardo Cifelli, expresó: “Hoy recibimos la noticia de la lamentable partida de Pedro Ignacio Calderón. 

Su talento, su rigor artístico y su compromiso con la excelencia dejaron una huella imborrable en generaciones de músicos y en las principales instituciones sinfónicas del país. 

Al frente de la Orquesta Sinfónica Nacional, de la que fue nombrado Director Emérito, contribuyó de manera decisiva al desarrollo y la proyección de la música académica argentina, formando intérpretes y acercando el repertorio sinfónico a públicos de todo el país. Desde la Secretaría de Cultura de la Nación acompañamos a su familia y a toda la comunidad musical en este momento de dolor”.

Pedro Ignacio Calderón había nacido el 31 de diciembre de 1933, en Paraná (Entre Ríos). Estudió música en Paraná, Buenos Aires y Roma. A los 15 años debutó como director de orquesta y a los 20 dirigió por primera vez en Buenos Aires. 

Fue director titular de la Orquesta Sinfónica de la Universidad Nacional de Tucumán, director musical de la Orquesta Filarmónica de Buenos Aires, creador y director del Ensamble Musical de Buenos Aires, director de la Orquesta Estable del Teatro Colón y, en el ámbito internacional, dirigió orquestas en Paris, Viena, Moscú y España. Desde 1994 hasta 2015 se desempeñó como director titular de la Orquesta Sinfónica Nacional, con la que realizó numerosas giras por Argentina y el exterior, incluyendo Japón y los Estados Unidos. 

En 2015 fue nombrado Director Emérito del organismo nacional por su excepcional aporte a la cultura nacional, su extensa trayectoria nacional e internacional en dirección orquestal y sus 22 temporadas de conciertos ininterrumpidas, al frente del elenco nacional.

Así describía Calderón el rol del director de orquesta: “(...) básicamente un líder. Él es quien lidera un grupo de seres humanos que mediante la eficaz utilización de sus instrumentos deben lograr un objetivo común. 

Este grupo de ejecutantes, que en una orquesta sinfónica sobrepasa los cien músicos, deben adaptarse a la personalidad, al carácter que le imprime a la música el propio director. Mediante una serie de señales comprensibles por los ejecutantes, este director logra un objetivo, un estilo propuesto de antemano frente a una composición musical. Una orquesta es, finalmente, un conjunto de sentimientos y pensamientos orientados hacia el mismo punto”.

https://www.argentina.gob.ar/noticias/la-secretaria-de-cultura-despide-pedro-ignacio-calderon

jueves, 16 de julio de 2026

KAREEN RISPAL, EMBAJADORA DE FRANCIA EN ESPAÑA, CONMEMORA EN LA RESIDENCIA DIPLOMÁTICA MADRILEÑA, EL 14 DE JULIO, DÍA DE LA FIESTA NACIONAL

 

Kareen Rispal, en Madrid, en su condición de Embajadora de Francia en España, ofreció su segunda recepción el día de la Fiesta nacional francesa, el 14 de julio. En esta ocasión estuvieron presentes, la ministra de Igualdad, Ana Redondo, El ministro de Interior Fernando Grande-Marlaska, el Duque de Orleans, Miguel Falomir, Ángel Gabilondo el juez Pedraz y su mujer, y Amalio de Marichalar, entre diplomáticos, empresarios, funcionarios de varios sectores, emprendedores, asociaciones, investigadores y otros muchos invitados, y especialmente los sponsors. La embajadora tuvo palabras de agradecimiento profundo también para estos últimos por su importante colaboración. Se escucharon los himnos nacionales de España y Francia y el de la Unión Europea.

Y por supuesto, muchas empresas francesas de alimentación- con productos deseables y exquisitos-. La decoración fue este año particularmente cuidada, así como el jardín, renovado, con rosales y nuevos pelargonios. Un catering y servicio excepcionales. El ambiente era festivo y chispeante, pero con mucho estilo. En la organización y protocolo, como siempre, habría que destacar la presencia y actuación discretas e inconfundibles de las Señoras Lola Alcaraz y de Madame Grenadine Reverand, entre otros muchos colaboradores de la legación francesa.

Sin detalles superfluos, sabio, equilibrado y desde luego de profesional diplomática, el discurso de la embajadora destacó una tras otras, las circunstancias geopolíticas, nacionales e internacionales, los tratados, el deporte, la cultura, los proyectos, el entendimiento bilateral, con intervenciones de gran agudeza y de una evidente finura. Esto es lo que expresó en español, con algún párrafo en francés:

Querido ministro Fernando Grande Malasca, querida ministra Ana Redondo, secretarias y secretarios de Estado, Madame la députée, Mesdames et Messieurs les élus, queridas y queridos colegas embajadores, autoridades todas, estimados señores y señoras, es un gran placer darles la bienvenida para celebrar juntos el Día Nacional de Francia a pesar del calor y además en una noche de semifinales de la COUPE Mundial.

Antes que nada, quisiera expresar mi más sentido pésame a las víctimas del incendio de los gallardos y sus familias. Tampoco nos debemos olvidar a las víctimas del atentado de Niza hace 10 años hoy mismo”.

Y un recordatorio a la situación de incomodidad que produjeron las palabras de un antiguo presidente del gobierno español, sobre la nacionalidad de los jugadores de la selección francesa. Sin nombrarlo, la embajadora Rispal señaló: “El deporte tiene la extraordinaria capacidad de unirnos y de hacernos vibrar juntos. Lo vimos durante los Juegos Olímpicos de París y una vez más con motivo de la salida del Tour de France la semana pasada en Barcelona. Pero el deporte también puede, en ocasiones, poner de manifiesto nuestras diferencias y dar pie al chauvinismo o a manifestaciones de violencia, tanto verbal como física. Por eso quiero decir con toda claridad esta noche que el partido que nos reúne enfrentará a dos grandes equipos que han demostrado muchas veces su excelencia, que se conocen, que se repiten y se profesan una sincera estima mutua.

 De hecho, nuestro capitán, Kylian Mbappé, juega aquí en el Real Madrid. Los contemplaremos con respeto, admiración y ante todo alegría porque el fútbol es una celebración de talento, del esfuerzo compartido y de los valores que unen a las personas. Más allá del resultado que depare el encuentro, y según la expresión francesa que “el mejor gane”,  lo que hoy celebramos es, por supuesto, la fiesta nacional francesa, pero también la amistad entre Francia y España, una amistad sólida, profunda y duradera que el deporte contribuye una vez más a fortalecer.

Este año hemos celebrado el 40 aniversario de la adhesión de España a la Unión Europea y valoramos el camino recorrido y los beneficios mutuos que esta decisión ha supuesto tanto para Europa como para España. Pero también sabemos que Europa debe ser más fuerte, más soberana y más innovadora. Debe reforzar su defensa, su industria, sus tecnologías críticas y su seguridad económica. Europa debe seguir siendo un modelo, pero también una potencia que proteja y potencia económica y política. También nosotros, los europeos, debemos mantenernos fieles a nuestros valores y seguiremos luchando contra el racismo y en favor de los derechos humanos, de la diplomacia feminista y la promoción de los derechos de las personas LGBTQ+.

En todos estos grandes retos, Francia sabe que puede contar con España como amigo, socio y aliado, sobre todo cuando los desafíos en el mundo son tan numerosos. Los conflictos se prolongan en Ucrania y en Oriente Medio, los equilibrios geopolíticos están cambiando, los avances tecnológicos se aceleran. El cambio climático nos obliga a actuar con mayor rapidez. Ahora y siempre mantenemos la misma convicción. …

El diálogo, el multilateralismo y la cooperación siguen siendo los mejores instrumentos para construir el futuro. Francia y España comparten esta ambición y esta ambición común puede apoyarse en una relación bilateral excepcional. Francia y España son mucho más que dos vecinos que comparten una misma frontera. Los Pirineos no nos separan, sino que nos unen. Somos socios estratégicos y amigos. El Tratado de Amistad de Barcelona es la expresión de ello y esperamos con impaciencia su ratificación, ya que es una fuente de progreso para nuestros ciudadanos, nuestras empresas y para Europa, que necesita más que nunca unos Estados miembros unidos.

Y traducido en francés, "Les Pyrénées ne nous séparent pas, mais nous unissent. Nous sommes des partenaires stratégiques et amis", a-t-elle observé. Elle a rappelé l'importance du traité d'amitié de Barcelone, dont la ratification est attendue, ainsi que le dynamisme des échanges économiques, éducatifs, universitaires et culturels entre les deux pays”.

La noche de celebración contó con cientos de invitados y finalizó con el seguimiento del partido Francia-España, que terminó con la victoria hispana, pese a lo cual no decayó el espíritu de convivencia y de solidaridad entre todos. Fue la nota definitiva de la política francesa también en España, después de un gran despliegue en París por la mañana, organizado por el presidente Emmanuel Macron, con invitados y dirigentes de más de 30 países europeos y la presencia de Vladimir Zelenski, presidente de Ucrania.

Fue un privilegio y un honor estar ahí y haber sido convocada. No hubiera podido estar todo mejor organizado, pensado ni sentido. ¡Mes sincères félicitations, vraiment!

Alicia Perris, texto y fotos.

Para Aliciaperris.com

Aliciaperris.blogspot.com