Il maestro ringrazia: "La presenza di tre ministri è un bel segnale"
Tre ministri in prima fila per ricucire e rassicurare Riccardo Muti sul futuro di Villa Verdi, la storica dimora di Villanova di Sant'Agata sull'Arda, nelle campagne tra Piacenza e Parma, rilevata dallo Stato, ma ancora in una condizione di degrado che non ne consente la fruizione. E Muti, dopo l'affondo del pomeriggio sull'inerzia degli esecutivi del passato, di ogni colore politico, alla serata cambia registro e ringrazia: "E' un bel segnale la vostra presenza qui".
Può dirsi raggiunto l'obiettivo dell'iniziativa del direttore d'orchestra, un incontro musicale a inviti di fronte a meno di cento persone.
L'idea era sottolineare attraverso le arie
verdiane, fatte risuonare nel luogo dove sono nate, l'importanza di custodire
la casa del compositore di Busseto.
"Tra un po' inizieranno a vedersi i cantieri. Il ministero della Cultura ha stanziato circa 20 milioni tra acquisizione e esproprio di Villa Verdi dal settembre 2024, quando mi sono insediato, a oggi, compresi diversi milioni per restauri, rigenerazione e dell'edificio e del giardino.
Ora, ottenute tutte le
controfirme dopo il mio decreto ministeriale, finalmente Villa Verdi comincerà
ad essere rigenerata completamente", ha detto il ministro della Cultura
Alessandro Giuli ai giornalisti, citando poi il sopralluogo col collega
ministro per gli Affari europei, il piacentino Tommaso Foti, anche lui presente
alla serata, insieme al titolare del Turismo, Gianmarco Mazzi: "Ricordo -
ha detto quest'ultimo - che noi siamo stati il governo che ha acquistato Villa
Verdi. Stiamo lavorando e la dimostrazione è che questa sera ci sono qua tre
ministri intorno a Riccardo Muti.
Lui si riferiva
ai governi precedenti al nostro, perché il nostro invece è un governo che è il
primo governo che si impegna su Villa Verdi e su tutto il sistema Verdi".
La figura di Giuseppe Verdi, ha detto Muti,
prima di sedersi al piano e accompagnare, in acustico, i brani culminati nel
poco conosciuto "Notturno" e nel Requiem finale registrato e diffuso
dalle finestre della casa, è universale. Ma anche indissolubilmente legata alla
sua terra di origine.
Per questo ha fortemente voluto suonare
davanti alla facciata della villa, dove sono evidenti crepe e parti di intonaco
staccate o annerite, nel giardino da poco ripulito dalle erbacce, con la strada
provinciale che scorre davanti, mescolare musica classica con odori e suoni
della sera di fine estate nella campagna circostante.
"Verdi si
sentiva profondamente un contadino, si alzava al mattino alle 5, girava per i
campi, osservava gli agricoltori, qualche volta anche nascondendosi dietro gli
alberi per vedere se facevano il lavoro bene o come voleva lui. La
meticolosità, l'amore per i fiori, per i frutti, per gli alberi, per la terra è
la stessa meticolosità con cui scriveva le sue partiture", ha raccontato
ancora Muti.
"I lavori sono iniziati - ha detto
alla fine - e questo è un segnale importante. Tornerò qui quando saranno
finiti. Noi come avremo sempre bisogno di Verdi, come avremo sempre bisogno di
Dante. C'è bisogno di questa terra, c'è bisogno dell'Italia".
https://www.ansa.it/amp/sito/notizie/cultura/2026/09/13/a-villa-verdi-giuli-ricuce-con-muti-presto-si-vedranno-i-cantieri_df1a17d7-7b05-4443-a532-934e66b729ae.html

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