lunes, 14 de noviembre de 2022

JAIME MARTÍN EN LA ONE, 18-20 NOVIEMBRE E...LE CONVENIENZE ED INCONVENIENZE TEATRALI – TEATRO COCCIA NOVARA 11. CRONACA DI RENZO BELLARDONE


Martín lleva a la ONE a Oriente 

Sala Sinfónica18 - 20 nov. AUDITORIO NACIONAL, MADRID

Nuevo programa del Ciclo Sinfónico con un estreno absoluto de María Eugenia Luc, encargo de la OCNE, y piezas de Saint-Saëns y Rimski-Kórsakov que traslucen su fascinación por las tierras orientales. Con Jaime Martín a la batuta y Bertrand Chamayou al piano. 


TEATRO COCCIA, NOVARA, ITALIA

SENZA voler filosofeggiare credo che l’ironia e soprattutto l’auto ironia siano un “sale prezioso” per vivere bene il nostro cammino!  Ecco che nell’opera donizettiana quesa ironia non trapela soltanto, ma si esalta passo a passo, divertendo assai !

Novembre 2022

Farsa in due atti
Musica di 
Gaetano Donizetti

Libretto di Domenico Gilardoni

Arrangiamento di Vito Frazzi

Drammaturgia Alberto Mattioli
Direttore Giovanni Di Stefano
Regia Renato Bonajuto
Scene Danilo Coppola
Costumi Artemio Cabassi
Coreografie Riccardo Buscarini
Coreografie riprese da Giuliano De Luca
Corpo di Ballo Romae Capital Ballet

Corilla Carolina Lippo
Procolo Paolo Ingrasciotta
Mamma Agata Simone Alberghini
Luigia Leonora Tess
Dorotea Lorrie Garcia
Guglielmo Didier Pieri
Biscroma Strappaviscere Andrea Vincenzo Bonsignore
Prospero Salsapariglia Stefano Marchisio
L'Impresario Dario Giorgelè
L'Ispettore del Teatro Juliusz Loranzi

Maestro del Coro Yirui Weng
Coro del Teatro Coccia
Orchestra Filarmonica Italiana

Coproduzione con il Teatro Municipale di Piacenza e Teatro dell'Opera Giocosa di Savona

Certamente è solo la cultura e l’arte di vivere che porta alla satira ed all’autorironia e diciamolo francamente con occhio distaccato: certe situazioni operistiche e certi comportamenti di alcuni artisti ben prestano il fianco ad essere messi simpaticamente alla berlina.

Nelle “ Convenienze ed inconvenienze teatrali” sul palco del Coccia di Novara, in diversi hanno contribuito a divertire attraverso la satira e ...non dimentichiamolo...primo fra tutti Donizzetti a cominciare dalla partitura quasi rossiniana e da uno sbeffeggiante libretto!

A metter mano alla drammaturgia con l’intento riuscito di contemporaneizzarla, appare Alberto Mattioli che mette a frutto la sua ampia conoscenza sia del panorama operistico che del mondo dell’opera, riuscendo a cogliere i difettucci ed i capricci che a volte aleggiano tra i camerini ed il palco. 

Renato Bonajuto con occhio da attento osservatore di un mondo che ben conosce con tratto ironico e verve costruttiva, ha realizzato uno spettacolo divertentissimo con evidente passione trasmessa agli interpreti che hanno colto, direi brillantemente vissuto i vari personaggi.

Con piacere si vanno a citare tutti gli “attori” a partire dall’arrangiamento di Vito Frazzi e dalla apprezzata direzione di Giovanni Di Stefano sul podio del Coccia con in buca l’Orchestra sinfonica italiana. Le scene artisticamente originali di Danilo Coppola ed i costumi di Artemio Cabassi hanno decisamente impreziosito il tutto. E’ stato simpaticamente accolto il balletto di Romae Capital Ballet con le coreografie di Riccardo Buscarini riprese da Giuliano De Luca.

Interessante e composito il Coro del Teatro Coccia diretto da Yirui Weng.

La prima donna capricciosa e volubile, ovvero Corilla è interpretata da Carolina Lippo brillante, vivace e certamente in ruolo sia vocalmente che attorialmente. 

Sul palco è sostenuta nei suoi capricci dal marito Procolo interpretato da Paolo Ingrasciotta che caratterizza il personaggio con attenzione ed abilità vocale. 

La giovane Leonora Tess  da voce e presenza a Luigia cui infonde brillantezza e vivacità. Lorrie Garcia è ammirata in Dorotea come  Didier Pieri è molto bravo nel ruolo di Guglielmo. 

Biscroma Strappaviscere trova realizzazione nel fintamente compassato Vincenzo Bonsignore  che si esprime con facilità vocale e bel timbro. Il movimentato Prospero Salsapariglia (e sinceramente già i nomi dei personaggi sono un programma) è agilmente interpretatso da Stefano Marchisio perfettamente attagliato al ruolo. Molto soddisfacenti e sfolgoranti anche Dario Giorgelé nel ben noto impresario e Juliusz Loranzi nel ruolo dell’Ispettrore.

Vogliamo ora parlare di Simone Albergini in Mamma Agata? Semplicemente esilarante! Conosciuto ed apprezzato per le sue varie e ben note interpretazioni non mi aspettavo sinceramente tanta capacità interpretativa e ironia  bonariamente sarcastica! 

Quando entra in scena da fondo sala viene subito alla mente la “Signora Coriandoli” , ma con gli atteggiamenti successivi da gran diva e gran donna, Alberghini ha esaltato il personaggio con acume, grande esperienza e diciamolo pure… ha saputo mettersi in gioco con grande professionalità: un plauso! 

La Musica vince sempre

Renzo Bellardone

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