Dal 2 aprile al 25 agosto 2026 Palazzo Medici Riccardi a
Firenze ospita Firenze Déco. Atmosfere degli anni Venti, una mostra che
restituisce al grande pubblico il ruolo centrale della città nella diffusione
dell’Art Déco in Italia ed Europa.
Promossa da Città Metropolitana di Firenze e organizzata da
Fondazione MUS.E, l’esposizione – a cura di Lucia Mannini – racconta un
decennio di straordinario fermento creativo, in cui Firenze si afferma come
laboratorio raffinato di arti applicate, moda, design, teatro e arti
decorative.
A cura di: Lucia Mannini
Comitato scientifico: Carlo Sisi (presidente) e Francesca
Baldry, Giovanna Lambroni, Vanessa Gavioli, Lucia Mannini, Oliva Rucellai e
Valentina Zucchi
In collaborazione con: New York University Villa La Pietra,
Museo Richard Ginori, Gabinetto scientifico letterario G.P. Vieusseux
Dove: Museo Mediceo
Media Partner: Art e Dossier
Ceramiche, arredi, gioielli, tessuti, abiti, manifesti
pubblicitari e non solo ricostruiscono il clima culturale degli
anni Venti, mettendo in dialogo artisti e manifatture che seppero rinnovare
la tradizione con uno sguardo aperto alle avanguardie e al gusto
internazionale. Dal contributo di Gio Ponti per Richard-Ginori alle
ceramiche di Galileo Chini, dalle creazioni di Thayaht ai
gioielli ricercati dall’alta società internazionale, dagli albori della
produzione fiorentina di Salvatore Ferragamo e di Gucci, dalle
magnifiche sete apprezzate da D’Annunzio fino agli accattivanti manifesti
pubblicitari: il percorso espositivo propone una lettura ampia e non
localistica del Déco fiorentino, evidenziandone la rilevanza nazionale e
internazionale.
Un viaggio nelle atmosfere di un’epoca che ha segnato in
modo duraturo l’identità moderna della città.
Il percorso si colloca nel contesto internazionale che trova
uno dei suoi momenti centrali nella Exposition Internationale des Arts
Décoratifs et Industriels Modernes di Parigi del 1925, evento che sancì il
successo di un nuovo gusto moderno fondato sull’eleganza, sul lusso e sulla
collaborazione tra arti decorative e manifatture. Anche artisti italiani, tra
cui numerosi fiorentini, presero parte alla manifestazione parigina, confermando
il ruolo attivo della città nella produzione artistica del periodo.
Gli anni Venti furono per l’Italia un periodo di grande fermento culturale. Dopo la fine della Prima guerra mondiale si affermò un rinnovato interesse per le arti applicate, considerate non solo espressione di nuovi valori estetici ma anche risorsa economica e produttiva.
In questo clima
Firenze si propose come un importante centro creativo, grazie alla presenza di
artisti e manifatture che seppero mettere a frutto le competenze tecniche
confrontandosi con i linguaggi della modernità.
La prima sezione è dedicata ai rapporti tra Firenze e Parigi e al tema delle maschere della Commedia dell’Arte, soggetto ricorrente nella cultura visiva del Déco. Artisti come Umberto Brunelleschi, Alfredo Müller e Gino Carlo Sensani svilupparono un linguaggio ispirato al Settecento galante e ai personaggi della tradizione teatrale italiana, temi che divennero particolarmente diffusi nella grafica, nell’illustrazione e nelle arti decorative degli anni Venti.
Un ampio nucleo
della mostra è dedicato alla produzione ceramica, con particolare attenzione
alla manifattura Richard-Ginori, che negli anni Venti ottenne
importanti riconoscimenti internazionali.
Il rinnovamento della produzione fu legato all’attività
di Gio Ponti, che introdusse nuove forme e decorazioni ispirate
tanto alla cultura artistica italiana quanto ai linguaggi moderni del periodo.
Accanto alla Richard-Ginori sono presentate anche le esperienze di altre
manifatture attive nel territorio fiorentino, quali Cantagalli e
le Fornaci San Lorenzo guidate da Galileo Chini, che seppero
coniugare tradizione e rinnovamento stilistico.
Una sezione è dedicata alla partecipazione degli artisti e
delle manifatture fiorentine alle Biennali di arti decorative di Monza,
rassegne fondamentali per la definizione di un linguaggio moderno delle arti
applicate italiane. Le esposizioni di Monza rappresentarono infatti un
importante momento di confronto tra artisti, artigiani e industrie,
contribuendo a definire nuovi orientamenti estetici e produttivi.
Il percorso prosegue
con una sezione dedicata alla pubblicità, ambito nel quale l’influenza del
Futurismo contribuì allo sviluppo di nuove forme di comunicazione visiva. Tra i
protagonisti figurano cartellonisti come Lucio Venna e Nerino,
autori di manifesti e progetti grafici che testimoniano l’importanza crescente
della pubblicità nella cultura visiva italiana degli anni Venti.
L’ultima parte della mostra riguarda il mondo della moda e delle produzioni artigianali fiorentine, tra sartorie, manifatture tessili e accessori, come un elegante set da viaggio di Gucci. In questo contesto emerge la figura di Salvatore Ferragamo, che negli anni Venti scelse Firenze come sede della propria attività, contribuendo allo sviluppo di una produzione calzaturiera destinata a una clientela internazionale.
Tra gli episodi più significativi del periodo si colloca anche
la celebre Tuta ideata da Thayaht nel 1920, un indumento
concepito come abito universale e funzionale, promosso attraverso una
rivoluzionaria campagna di diffusione che ne illustrava le modalità di
realizzazione e utilizzo.
https://www.palazzomediciriccardi.it/mostra/firenze-deco/

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