jueves, 21 de febrero de 2013
L´ITALIANA IN ALGERI. TEATRO COCCIA NOVARA
20 gennaio ore 16,oo
Musiche di Gioacchino
Rossini su libretto di Angelo Anelli
Maestro Concertatore e
Direttore – Francesco Pasqualetti
Regia, scene, costumi
– Pier Luigi Pizzi, ripresa da Paolo Panizza
Orchestra ‘I pomeriggi
Musicali di Milano’
Coro Aslico del
Circuito Lirico Lombardo
Nuovo allestimento in
coproduzione con Circuito Lirico Lombardo, Fondazione Teatro Coccia di Novara, Teatro
Alighieri di Ravenna.
Isabella Carmen
Topciu
Lindoro Enea
Scala
Taddeo Bruno Taddia
Mustafà Abramo Rosalen
Elvira Sonia
Ciani
Zulma Alessia
Nadin
Haly Davide Luciano
Il dramma giocoso in
due atti , ‘Italiana in Algeri’, definito da Stendhal “la perfezione del genere
buffo” è ancora oggi , a distanta di oltre 200 anni dalla sua composizione, una
delle opere buffe più rappresentate….e ci sarà ben un perché….anche se pare sia
stata composta in meno di venti giorni.
Il Teatro Coccia di
Novara nella stagione in corso ha inserito l’allestimento che riprende la classica,
ma deliziosa regia del sempre interessante Pier Luigi Pizzi, sua la regia, le
scene ed i costumi; oggi il regista punta alla ricerca dell’essenziale, ma in
questo genere è veramente appropriata la classicità ed i didascalici rimandi
ben ripresi Da Paolo Panizza.
Il cast tutto giovane
e genericamente di buon livello vede il ruolo di Lindoro affidato al valente Enea
Scala, convincente scenicamente e vocalmente in escalation di maturità
espressiva e coloriture.
Il Basso Bruno Taddia,
quasi per assonanza, è Taddeo: valido e con buona voce sa offrire una
interpretazione simpatica e puntuale. Abramo Rosalen è il basso che interpreta
Mustafà con dei profondi interessanti e certamente ha la giusta mimica per il
ruolo.
Carmen Topciu è il contralto
che da voce a Isabella, con qualche ruvidità interpretativa. Sonia Ciani è una
gradevole.
Elvira, come Alessia
Nadin è una efficace Zulma e seppur in altro ruolo breve anche Davide Luciano
rende in ascesa il ruolo di Haly.
Il coro Aslico del
Circuito Lirico Lombardo, sotto la direzione del Maestro Diego Maccagnola a offerto
una prestazione di buon livello sia in qualità di movimenti scenico che ancor
più vocalmente….precisi e ben affiatati.
La concertazione e la
direzione si sono avvalse della bacchetta del giovane talentuoso Francesco Pasqualetti
che si era evidenziato nel 2011 per le 120 direzioni di Nabucco per i 150° anni
della Unità d’Italia, ma venendo alla direzione di questa ‘Italiana’si può
rilevare il corretto equilibrio tra la partitura e l’impeto giovanile; è dotato
di un bel gesto ampio ed elegante con il quale coinvolge buca e palco,
sorridendo. L’Orchestra dei pomeriggi Musicali Milano in simbiosi ha costruito
un piacevole momento di ascolto.
La Musica vince
sempre.
Renzo Bellardone
Corrispondente in Italia
LICHTENSTEIN: A RETROSPECTIVE. TATE MODERN EXHIBITION
21 February – 27 May 2013
The exhibition will be open to all for an advance
open day on 20 February.
Roy Lichtenstein
Whaam! 1963
Acrylic and oil on canvas
support: 1727 x 4064 mm frame: 1747 x 4084 x 60 mm
Purchased 1966© Estate of Roy Lichtenstein
Acrylic and oil on canvas
support: 1727 x 4064 mm frame: 1747 x 4084 x 60 mm
Purchased 1966© Estate of Roy Lichtenstein
Tate Modern is proud to present a retrospective of
one of the great American artists of the twentieth century.
Lichtenstein: A Retrospective is the first full-scale
retrospective of this important
artist in over twenty years. Co-organised by The Art Institute
of Chicago and Tate Modern, this momentous show brings together 125 of his most
definitive paintings and sculptures and will reassess his enduring legacy.
Lichtenstein is renowned for his works based on
comic strips and advertising imagery, coloured with his signature hand-painted
Benday dots. The exhibition showcases such key paintings as Look Mickey 1961
lent from the National Gallery Art, Washington and his monumental Artist’s
Studio series of 1973–4. Other noteworthy highlights include Whaam! 1963 – a
signature work in Tate’s collection – and Drowning Girl 1963
on loan from the Museum of Modern Art, New York.
The artist’s rich and expansive practice will be
represented by a wide range of materials, including paintings on Rowlux and
steel, as well sculptures in ceramic and brass and a selection of previously
unseen drawings, collages and works on paper.
Room after room will pay tribute to his
extraordinary oeuvre, celebrating the visual power and intellectual rigour of
Roy Lichtenstein’s work.
… a retrospective devoted to American pop artist
Roy Lichtenstein had sensational reviews in Chicago and should look just as
good at Tate Modern.
Richard Dorment, The Daily Telegraph
… is bound to have crowds queuing down the South
Bank for a glimpse of his iconic comic-strip-inspired canvases.
The Times
http://www.tate.org.uk/whats-on/tate-modern/exhibition/lichtenstein
R.B. KITAJ: OBSESSIONS TTHE ART OF IDENTITY
The Art of Identity
21 February - 16 June 2013
Open Monday to Thursday 10am – 5pm;
Friday 10am – 2pm; Sunday 10am – 5pm and SPECIAL LATE NIGHT OPENING for
this exhibition on every first Thursday of the month, until 9.00pm and only
£3.50. Book online now for 7th March, 4th April, 2nd May, or 6th June and enjoy
an evening of very special art (and maybe also the restaurants and bars and
Camden nightlife!)
R. B. Kitaj (1932–2007) was one of
the most significant painters of the post-war period. His work defied the trend
in abstract art prevalent in the 1960s and brought him to the forefront of
British figurative painting.
The Jewish Museum London and
Pallant House Gallery, Chichester, are concurrently presenting the only UK
showing of a selection of work from the major retrospective R.B. Kitaj:
Obsessions, currently displayed at the Jewish Museum Berlin. The joint London/
Chichester shows are the first comprehensive exhibition of the oeuvre of Kitaj
since his death and the first major retrospective in the UK since his 1994-5
exhibition at the Tate Gallery.
The exhibition at the Jewish Museum
London will feature over 20 works in which Kitaj explored his Jewish
identity, including iconic paintings such asThe Wedding; If Not, Not;
Cecil Court, London W2 (The Refugees) andThe Jewish Rider.
R.B.Kitaj, The Wedding,
1989-93. Tate. Presented by the artist 1993. © The Estate of R. B. Kitaj/Photo
© Tate, London 2012.
http://www.jewishmuseum.org.uk/Kitaj
miércoles, 20 de febrero de 2013
INTERVISTA A SILVIA BELTRAMI E MARCO FILIPPO ROMANO LA COPPIA EMERGENTE DEL TEATRO LIRICO
14 febbraio 2013
RENZO BELLARDONE
Corrispondente in Italia
Quando e come hai
capito che la musica è entrata in te e tu ti sei lasciato/a rapire?
Marco: Premetto che nella mia famiglia nessuno è un musicista, mia madre si
meravigliò quando all'età di 8 anni chiesi
per il mio compleanno un violino in regalo, ero stato rapito dalle
"quattro stagioni" di Vivaldi, ma dopo una breve parentesi durata 2
anni lasciai perdere. La musica tornó nella mia vita a 14 anni con la scoperta
del mondo delle bande musicali, da li l'amore per il corno lo studio in
conservatorio e poi all'età di 21 anni l'incontro con la lirica e la
consapevolezza della mia voce... Direi lo stravolgimento della mia vita.
Silvia: la musica ha sempre fatto parte della mia vita. Fin da bambina
infatti, mio padre (ex prima tromba del Teatro Comunale di Bologna ora in
pensione) mi avvicino' allo studio del pianoforte. Durante l'adolescenza
partecipai a svariati concorsi canori di musica leggera e composi un brano dal
titolo "Quella certa ora del giorno", di cui conservo ancora oggi il
demo registrato a Milano dalla Signora Caterina Caselli.
La folgorazione per il
canto lirico e il Teatro d'opera segui' qualche anno piu' tardi, dopo aver
assistito ad una recita del Faust di Gounod.
La tua prima lezione di musica?
Marco: Le mie prime 3 lezioni di musica, perchè divido la mia
vita musicale appunto in tre fasi...
8 anni l'incontro con
il violino e con la mia maestra Martina, ricordo che le lezioni erano molto
noiose...
14 anni e l'incontro
con il prof. Di Ventra, personaggio eccentrico maresciallo dei Carabinieri e
suonatore di qualunque strumento, una figura che porteró sempre nel cuore.
21 anni e l'incontro
con la mia maestra Elisabeth Smith, ero tesissimo non avevo mai fatto un
vocalizzo e quell'ora era interminabile da quel giorno il 12 febbraio del 2003
non ho mai perso una settimana senza la sua guida, fino a quando la carriera mi
ha portato via da Palermo.
Silvia: Ricordo con piacere la mia prima lezione di canto dal mezzosoprano
Luana Pellegrineschi, l'insegnante con cui mi sono formata tecnicamente e con
la quale ho mantenuto negli anni un rapporto non solo professionale ma anche di
amicizia.
La tua "prima
volta" sul palcoscenico?
Marco: Come dimenticare il mio debutto, era il 19 marzo del 2004
e mi trovavo al teatro Manoel della Valletta a Malta, l'opera era "Le
nozze di Figaro" ed io ero Antonio. La cosa più divertente che ricordo e
che ruppi una sedia in scena e dopo la mia uscita quella sedia era fondamentale
per la regia, i colleghi non sapevano come fare ma tutti la presero a ridere...
Silvia: Il debutto in teatro e' avvenuto nel gennaio 2004 con
l'opera "Midsummer night's dream" di B.Britten rappresentata nei
Teatri del circuito lirico toscano (Pisa, Lucca, Livorno), io interpretavo il
ruolo di Hermia. Ricordo con piacere questa produzione, uno spettacolo magico
per costumi ed effetti scenografici firmati dal geniale Lindsay Kemp.
Una delle tue "ultime volte" sul palcoscenico,
che ricordi con affetto?
Marco: Un bellissimo ricordo, la Matilde di Shabran a Pesaro 2012, una
bellissima opera con colleghi straordinari e con il caro Michele Mariotti, un
giovane e preparatissimo direttore.
Silvia: in Germania per il
Festspiele in Halle, il Festival dedicato ad Handel con l'oratorio "La
Resurrezione" rappresentato in forma scenica, dove interpretavo Maria di
Cleofe. Partecipare ad una produzione barocca, dalla regia minimalista e dalla
scenografia avveniristica e' stato molto interessante per me e mi ha fatto
scoprire un nuovo modo di fare teatro.
Hai recentemente realizzato un tuo sogno nel
cassetto?
Marco: Assolutamente si, con il debutto
nel ruolo di Don Pasquale, ruolo a cui ambiscono tutti i "buffi". E’
stato a Monaco di Baviera nel bellissimo
teatro Cuvilles, proprio il teatro per cui
Mozart scrisse alcuni capolavori. Sicuramente è stato impegnativo tutto il lavoro, perchè Don
Pasquale è un personaggio pieno di sfaccettature, ma quanta soddisfazione!!
Silvia: In autunno ho debuttato
il ruolo di Amneris nell'Aida di G.Verdi al Teatro Filarmonico di
Verona. Amneris e' un grande ruolo, un grande personaggio, una grande sfida.
Un tuo bel momento di
vita artistica o personale?
Marco: Credo che il più bel momento di vita artistica e personale è stata una
bellissima produzione di Viaggio a Reims a Piacenza con la regia di Rosetta
Cucchi, io interpretavo Don Profondo e li ho conosciuto mia moglie la quale
interpretava Melibea, ecco perchè ricorderò questa bellissima produzione tutta
la vita.
Silvia: Sicuramente uno dei momenti che ricordo con piu' affetto, e' il debutto
nel ruolo di Isabella nella Italiana in Algeri al Teatro Campoamor di Oviedo
(ruolo che adoro e che tornero' a interpretare a Pechino nel 2013) a fianco di
mio marito che vestiva i panni di Taddeo.
Qual'è uno dei tuoi
divertimenti preferiti?
Marco: La musica ruba
tantissimo tempo alla nostra vita ma nei momenti di relax mi piace andare al
cinema e fare shopping...
Silvia: Amo viaggiare non solo per lavoro ma anche per conoscere posti e
culture diverse
Proprio agganciandomi
all’ultima risposta di Silvia, circa i viaggi, mi pare che ultimamente di
viaggi ‘di lavoro’ ne abbiate fatti veramente tanti: mi dedicate ancora un
momento per raccontarmi dei vostri ultimi successi europei e dei prossimi
appuntamenti italiani??????
Marco : in Europa saremo entrambi impegnati al Rossini Festival di Wildbad – festival
cui siamo molto affezionati - dove canterò nello ‘Chalet di Adam’ e poi fra i
diversi impegni italiani prossimamente sarò a Venezia con il debutto di Slook
nella ‘Cambiale di Matrimonio’ di
Rossini e poi mi piace ricordare Dulcamara al Maggio Musicale Fiorentino.
Silvia: a Wildbad sarò impegnata nel Guglielmo Tell e poi in Italia al Teatro
Regio di Torino in Traviata, continuando le recite di Falstaff a Graz.
A conclusione…..facciamo un po’ di gossip tra di voi??????
Chi dorme di
più??? Che mangia di più???? E perché no??? Un bel pettegolezzo dell’uno
sull’altra e viceversa !!!!!
Marco: chi dorme di più? Marco! Chi
mangia di più? Marco!
E Silvia, pur stando
attenta alla linea è una buonissima forchetta ed una cuoca eccellente !!!!Un
pettegolezzo su di lei??? ‘Non l’ho mai vista uscire di casa senza un filo di trucco….è
fissata!!!!!!’
Silvia: Beh circa il dormire e mangiare
eh si!!!! si!!! Proprio Marco! E vuoi che ti confidi una
sua mania??? ‘E’ terribilmente fissato con la pulizia delle
stoviglie….le ricontrolla una ad una…..’
Grazie della simpatica
e frizzante intervista ed arrivederci dunque in Italia,
Marco a Venezia e Firenze e Silvia a Torino con un grande e doppio in
bocca al lupo ad una delle più belle e simpatiche coppie del teatro d’opera
italiano !!!!!!!
Renzo Bellardone
martes, 19 de febrero de 2013
EMINENT ARCHITECTS. PRESENTACION CON RAFAEL MONEO, MARTHA THORNE E INGRID VON KRUSE, EN IVORYPRESS SPACE
| Fecha: 21 de febrero de 2013 a las 19:00 h. Lugar: Ivorypress Space C/ Comandante Zorita 48 (Madrid) La presentación correrá a cargo de la fotógrafa Ingrid von Kruse, la autora del prólogo Martha Thorne, directora ejecutiva de los Premios Pritzker y el arquitectoRafael Moneo. |
|
El próximo 21 de febrero a las 19:00 h, Ivorypress acogerá la
presentación del libroEminent Architects. Seen by Ingrid von Kruse. Un
título que recopila más de una treintena de retratos de los arquitectos más
destacados de los dos últimos siglos realizados por esta fotógrafa alemana.
Además de la artista, el acto también contará con la presencia de Martha
Thorne, directora ejecutiva de los Premios Pritzker y decana asociada de la
escuela de Arquitectura de IE University, autora del prólogo; y del
arquitectoRafael Moneo, Premio Pritzker 1996 y una de las figuras
retratadas por la fotógrafa alemana.
Con una observación meticulosa, exigente e intuitiva, Ingrid von Kruse ha captado a las personas que están detrás de los proyectos de arquitectura más sobresalientes del mundo. Norman Foster, Oscar Niemeyer, Richard Meier o Zaha Hadidson algunos de los profesionales que han pasado ante el personal objetivo de von Kruse. Una selección de estos retratos estará expuesta en la rampa de Ivorypress Space, coincidiendo con la presentación del libro. La fotógrafa trabaja siempre con su cámara analógica Hasselblad y solo usa luz natural. El buen clima de cada una de las sesiones fotográficas en el entorno personal, espacios de trabajo o construcciones recientes de los arquitectos se refleja en cada retrato. El resultado es una mirada íntima que se adentra en cada uno de los personajes y sus trabajos. Los retratos del libro se complementan con declaraciones y reflexiones de algunos de los arquitectos. Una selección de bocetos, dibujos y maquetas completa esta particular visión de la artista germana. Una muestra de estos retratos se exhibirá en Ivorypress el día de la presentación. |
NOCHE DE VERANO EN LA VERBENA DE LA PALOMA. TEATROS DEL CANAL.
Del 23 de febrero al 3 de marzo, en la Sala Roja
· Marina Bollaín dirige este montaje
que actualiza la
famosa zarzuela de
Tomás Bretón
· La música será interpretada por la
Orcam, bajo la
dirección musical de
Miguel Roa y Manuel Coves
Los Teatros del Canal de la
Comunidad de Madrid presentan
Noche de verano en la Verbena de la Paloma, una revisión del aclamado
sainete lírico de
Ricardo de la Vega con música de Tomás Bretón. En ella, el
amor y los celos se
funden con la celebración de la verbena de la Virgen de
la Paloma, que se
celebra clásicamente el 15 de agosto en el entorno de la
iglesia de San Pedro
el Real de Madrid. En esta producción, que
permanecerá en cartel
en la Sala Roja del 23 de febrero al 3 de marzo, la
directora Marina
Bollaín ha situado a los personajes subidos a un andamio,
donde la diferencia
entre vida pública y privada se diluye.
La puesta en escena de Noche de verano en la Verbena de la Paloma
trata de retratar la
realidad de hoy en día, no la realidad de 1894 (año en
que se estrenó el
clásico de Bretón); y a unos personajes coetáneos de los
espectadores, cuyos
sentimientos y preocupaciones (el amor, los celos, la
fiesta) son tan
actuales ahora como lo eran hace más de 100 años.
Además de cambios estéticos o introducción de nuevas músicas, se
han cambiado algunos personajes, sin que en ningún momento esto afecte
a la esencia de la
obra original: Hilarión es un farmacéutico joven, nuevo
rico y hortera
aficionado al golf. Casta, apenas un esbozo en el original,
canta una soleá
mientras la peinan en la peluquería del Tío Antonio,
metomentodo cuyo
objeto de críticas es Julián, un repartidor de butano con
poco futuro.
Sebastián, el amigo de Hilarión, asume el número musical del
sereno, y su mujer,
Severiana, es la cantante de la banda que anima la
verbena final.
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