viernes, 20 de febrero de 2026

IL MAESTRO RICCARDO MUTI AL SUO ATTESISSIMO RITORNO SUL PODIO DI ORCHESTRA E CORO DEL TEATRO REGIO. CHIARA MUTI FIRMA LA NUOVA PRODUZIONE DEL CAPOLAVORO DI GIUSEPPE VERDI


Teatro Regio, martedì 24 febbraio 2026 ore 19

Martedì 24 febbraio alle ore 19 il Maestro Riccardo Muti torna al Teatro Regio sul podio dell’Orchestra e del Coro per dirigere Macbeth di Giuseppe Verdi, melodramma in quattro atti su libretto di Francesco Maria Piave e Andrea Maffei dall’omonima tragedia di William Shakespeare.


 È un appuntamento attesissimo: la quarta presenza del Maestro al Regio in cinque anni, con uno dei titoli verdiani che più ha contraddistinto la sua carriera. Il nuovo allestimento, dal grande impatto visivo e capace di immergere lo spettatore nell’inconscio del protagonista, è firmato da Chiara Muti. In scena, nel ruolo del titolo Luca Micheletti, baritono e attore di straordinaria intensità scenica, sempre più assiduo frequentatore del repertorio verdiano, affiancato da Lidia Fridman, soprano dalla voce di singolare incisività e dal forte magnetismo interpretativo, che torna al Regio dopo il Ballo in maschera del 2024. In un cast d’eccellenza figurano con loro il tenore Giovanni Sala, già applaudito nel Don Giovanni del 2022, e Maharram Huseynov, reduce dal recente successo nella Cenerentola.

Le scene sono firmate da Alessandro Camera, i costumi da Ursula Patzak, la coreografia è di Simone Valastro e le luci di Vincent Longuemare. Il Coro del Teatro è preparato dal maestro Piero Monti.

L’opera, realizzata in coproduzione con Teatro Massimo di Palermo, va in scena per sei recite dal 24 febbraio al 7 marzo. Tutti i biglietti sono esauriti.

Questo nuovo Macbeth è reso possibile grazie al contributo di Reale Mutua, che rinnova così il suo importante sostegno a progetti di grande valore artistico del Teatro.

Stefano Lo Russo: Regio punto di riferimento internazionale della città

«Siamo davvero molto contenti di dare il benvenuto al maestro Riccardo Muti per questo ritorno così gradito nella nostra città e al Teatro Regio. La sua presenza conferma, in questa attesa produzione firmata da Chiara Muti, il ruolo del Regio come punto di riferimento per un’offerta musicale e artistica di livello internazionale ma anche di luogo in cui la città si riconosce e si interroga su temi profondi e quanto mai attuali, come il desiderio di supremazia e la tirannia che la tragedia di Macbeth porta in scena».

Mathieu Jouvin: il ritorno al Regio del Maestro Riccardo Muti

«Con Macbeth la nostra Stagione Rosso trova una delle sue espressioni più intense - afferma Mathieu Jouvin, Sovrintendente del Teatro Regio: l’opera di Verdi, ispirata a Shakespeare, mette in scena il conflitto profondo tra desiderio di potere e responsabilità morale, in quella “regione cruciale” dell’anima dove ogni scelta lascia un segno.

 È proprio questa tensione, così attuale e universale, che rende il ritorno al Regio di Riccardo Muti con questo titolo un momento di straordinario valore artistico. Si rinnova un legame fondato su stima reciproca, rigore e altissima qualità musicale: il Maestro Muti è un interprete che scava nella partitura fino a restituirne la verità teatrale più profonda, e Macbeth — opera che lo accompagna da tutta la vita — trova in lui una guida capace di coniugare tensione drammatica e lucidità musicale.

 La nuova produzione firmata da Chiara Muti, con uno sguardo che penetra lo spazio interiore del protagonista e il confine instabile tra visibile e invisibile, indaga il dramma della coscienza e della percezione, dove bene e male si confondono. È un allestimento che parla direttamente al nostro tempo, perché mette al centro la responsabilità individuale, il peso delle scelte e le conseguenze morali del potere. Con Macbeth il Regio conferma così la propria vocazione di teatro che, attraverso la forza della musica e della scena, invita il pubblico a confrontarsi con le domande più profonde dell’essere umano».

Cristiano Sandri: una produzione di altissima qualità

«Macbeth rappresenta uno dei vertici drammatici e musicali dell’intero repertorio verdiano e occupa un posto centrale nel percorso della nostra Stagione Rosso. È un’opera che unisce forza teatrale, tensione psicologica e modernità di linguaggio, e che trova un interprete d’elezione nel Maestro Riccardo Muti» dichiara Cristiano Sandri, Direttore artistico del Regio, che sottolinea: «Il suo ritorno al Regio con questo titolo rinnova un rapporto artistico profondo con l’Orchestra e il Coro, suggellato anche dalle parole che egli stesso rivolse ai nostri complessi sin dal 2021, riconoscendone l’eccellenza a livello nazionale. La regia di Chiara Muti affronta Macbeth come un viaggio nella coscienza, uno spazio mentale in cui visioni, colpa e desiderio deformano la percezione della realtà.

 È uno sguardo teatrale intenso e contemporaneo, capace di restituire tutta l’ambiguità e la vertigine morale del dramma shakespeariano filtrato da Giuseppe Verdi. Siamo inoltre particolarmente felici di presentare un cast di grande qualità e forte personalità scenica: nel ruolo del titolo Luca Micheletti, artista di rara intensità teatrale e sempre più autorevole interprete del repertorio verdiano; accanto a lui Lidia Fridman, giovane ma già sorprendentemente matura per presenza vocale e scenica, Maharram Huseynov, che ha recentemente conquistato il pubblico del Regio, e Giovanni Sala, interprete di solida esperienza e sensibilità musicale. Insieme, danno vita a un Macbeth capace di parlare con forza al pubblico di oggi».

Gli eterni temi del bardo, riletti dal genio di Verdi e interpretati da Muti

Quando Verdi mette in musica Shakespeare nel 1847, trasforma la materia teatrale in materia sonora, dando alla tragedia una forza nuova e visionaria, che già anticipa il suo linguaggio futuro. Macbeth è il più tenebroso: una storia di potere e usurpazione resa fisica e concreta, dove il sangue e la colpa dilagano fino a travolgerci, mentre l’avidità del male — che tanto affascinò Verdi lettore di Shakespeare — mostra le sue conseguenze più estreme. Riccardo Muti ne indica il cuore segreto e la schiacciante attualità: «Uccidere per il potere è purtroppo molto attuale, però Macbeth è spinto verso l’omicidio dalla Lady, che lo domina in senso materiale ed erotico: sa che è grande sul campo di battaglia, ma come uomo lo maltratta e lo svilisce» (dall’intervista di Giangiorgio Satragni per La Stampa). E ancora, nel catalogo verdiano «Macbeth è un unicum, anticipa l’espressionismo. Lo sto ristudiando dall’inizio come se non l’avessi mai diretto. Oggi alla mia età, con tanta musica che ho interpretato, scopro particolari di caratteri dinamici, armonici, strumentali che sorprendono, e si ripresentano con occhio diverso» (dall’intervista di Valerio Cappelli per Corriere della Sera).

Nella lettura di Chiara Muti Macbeth è il dramma dell’antitesi

Chiara Muti scava nei tormenti dei protagonisti e nel “rosso” più oscuro: quello del sangue versato per sete di dominio, della colpa che non si lava, del desiderio che si tramuta in condanna. «Macbeth è il dramma dell’antitesi – afferma la regista – in scena assistiamo a un capovolgimento dei valori. Sotto i nostri occhi, l’eroe della storia, da positivo, diventa negativo. Sceglie il male, mascherandolo per un bene. Un re da difendere si trasforma in un ostacolo da sormontare. Ecco la straordinaria lezione che racchiude il testo di Shakespeare, in cui le streghe ci prendono per mano all’inizio del dramma, sussurrando una frase che custodisce la chiave di lettura: Bello è il brutto e brutto è il bello. Per sostenere emotivamente le conseguenze dei propri atti, bisogna giustificarne le scelte. Quindi il male diventa un bene e il bene un male. Macbeth non incontra le streghe le genera. Sono l’indicibile materia grigia del suo inconscio confuso, avvelenato da una febbre di onnipotenza» (dall’intervista di Guido Andruetto per d la Repubblica).


Produzione audiovideo per il mercato globale

Macbeth sarà registrato dal Teatro Regio e trasmesso in Italia dalla Rai, per essere successivamente distribuito in tutto il mondo. Un progetto strategico che consentirà di fissare nel tempo una produzione di così alto profilo artistico e di amplificarne la risonanza oltre i confini nazionali. Un’opportunità preziosa per rafforzare ulteriormente la presenza del Regio nel panorama musicale internazionale, valorizzando l’eccellenza dei suoi complessi e la qualità delle sue nuove produzioni.

https://www.teatroregio.torino.it/area-stampa/comunicato-stampa/macbeth

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