19 Giugno 2026
Castel Sant’Angelo inaugura la mostra Panopliæ. Armi,
ingegno e potere e riapre le Sale Farnesiane
Dal 20 giugno 2026 Castel Sant’Angelo presenta due importanti novità nel percorso di visita: l’apertura della mostra Panopliæ. Armi, ingegno e potere a Castel Sant’Angelo, dedicata alle collezioni di armi storiche del museo, e la riapertura al pubblico delle Sale Farnesiane, con un nuovo allestimento che ricrea l’atmosfera e le funzioni di un appartamento papale rinascimentale.
La mostra: Panopliæ. Armi, ingegno e potere
La mostra, a cura di Luca Mercuri, direttore dell’istituto,
e di Mario Scalini, studioso di armi antiche e già dirigente del Ministero
della Cultura, nasce per riportare alla luce un importante patrimonio
conservato per lungo tempo nei depositi del museo. Dopo un’ampia campagna di
ricognizione, studio e restauro, una prima selezione delle armi storiche del
museo è ora nuovamente a disposizione del pubblico.
Il ritorno delle armi è anche un ritorno a casa: in
occasione di Panopliæ, infatti, le armi tornano negli ambienti che furono
allestiti come Armeria agli esordi del Museo Nazionale di Castel Sant’Angelo,
restituendo a questi spazi una funzione profondamente legata alla storia del
Castello e delle sue collezioni.
Nato come mausoleo dell’imperatore Adriano e trasformato nei
secoli in fortezza, residenza papale, prigione di Stato e presidio militare per
poi diventare Museo Nazionale nel 1925, Castel Sant’Angelo è il luogo ideale
per accogliere questo racconto.
Le collezioni si sono formate nel corso del Novecento
attraverso acquisizioni, donazioni e trasferimenti da altri istituti. Tra gli
apporti più significativi figurano la raccolta del collezionista Umberto
Zanvettori, acquisita nel 1927, i pezzi provenienti dal conoscitore Remo Fedi
negli anni Trenta e Quaranta del Novecento e numerosi manufatti giunti da
Palazzo Venezia, dal Bargello, dal Museo Artistico Industriale di Roma e da
Capodimonte.
Il percorso espositivo si snoda in sei sale e attraversa oltre un millennio di storia, proponendo una lettura per temi ed epoche: il mondo eroico medievale, i grandi committenti del Rinascimento, le corti e le marine del Seicento, la rivoluzione delle armi da fuoco.
Tra i pezzi che il visitatore incontrerà lungo il percorso
figurano gli elmi corinzi del VI e V secolo a.C., i reperti più antichi
esposti; l’elmetto con visiera a ventaglia forse appartenuto a Roberto
Sanseverino, condottiero al servizio della Repubblica di Venezia caduto a
Calliano nel 1487, presentato accanto a una riproduzione della sua lastra
tombale conservata nel Duomo di Trento; una rara Hakenbüchse tedesca del primo
Cinquecento, tra le prime armi da fuoco destinate a trasformare le tecniche di guerra;
le armature legate alle grandi dinastie italiane, tra cui il corsaletto da
barriera del cardinale Odoardo Farnese attribuito al celebre armoraro Pompeo
della Cesa e il morione della guardia personale di Pierluigi Farnese.
Nella sezione dedicata alla tradizione Medici si segnala,
invece, grazie al prestito del Museo Nazionale del Bargello di Firenze, il
ricongiungimento di un petto con la croce di Malta a due pregiate manopole
della collezione di Castel Sant’Angelo riconosciute e restaurate come parte di
una medesima armatura realizzata per il giovane Giovan Carlo de’ Medici
(1611–1663), presentata in dialogo con il suo ritratto proveniente dalle
collezioni delle Gallerie degli Uffizi.
Non mancano le armi utilizzate dalle milizie pontificie,
quelle riferibili alla tradizione milanese, napoletana e veneziana, fino alla
scatola del revolver donato nel 1864 a Giuseppe Garibaldi dalla scrittrice
Caroline Giffard Phillipson, testimonianza dell’ammirazione che la figura di
Garibaldi suscitava nel mondo anglosassone.
«Panopliæ – commenta Luca Mercuri, Direttore del Pantheon e
Castel Sant’Angelo – Direzione Musei nazionali della città di Roma – nasce
dalla volontà di restituire a Castel Sant’Angelo una delle funzioni che ne
hanno caratterizzato la storia museale: le armi tornano infatti negli spazi
dell’Armeria, riallacciando il legame tra le collezioni e il monumento che le
ospita. La mostra è il risultato di un importante lavoro di studio, ricerca e
restauro delle raccolte conservate nei depositi, oggi nuovamente accessibili al
pubblico. Castel Sant’Angelo, fortezza e presidio militare al centro di vicende
cruciali come il Sacco di Roma del 1527, rappresenta il contesto ideale per
raccontare il mondo di corti, dinastie e conflitti cui molti degli oggetti
esposti rimandano. La riapertura delle Sale Farnesiane completa questo
percorso, restituendo ambienti che tornano a raccontare la propria storia
attraverso il dialogo tra architetture, arredi e opere d’arte.»
I restauri – condotti da Merj Nesi per l’occasione e,
precedentemente, da Antonio Mignemi, Nicola Salvioli e Mari Yanagashita – hanno
consentito il recupero di nuclei di grande pregio, dei quali è stata
ricostruita la provenienza, restituendo alle raccolte di Castel Sant’Angelo un
rilievo di assoluto significato anche in un contesto di straordinaria ricchezza
quale è Roma.
https://direzionemuseiroma.cultura.gov.it/panopli%D3%95-armi-ingegno-e-potere-a-castel-santangelo/

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