13 giugno 2026
Questa volta racconto un fatto personale! Tanti, ma proprio tanti anni fa, ai tempi della rivoluzione studentesca culturale del ‘68 non ascoltavo né musica sinfonica, nè lirica … per il solo fatto che era ascoltata dai miei genitori e nonni, quindi per contrapposizione generazionale! Contrapposizione che si è sciolta ascoltando dall’autoradio estraibile Franco Corellli nel ‘Lucean le stelle’.. dalla Tosca di Puccini e con la musica lirica fu... AMORE A PRIMA VISTA!
Musica di Giacomo Puccini
Libretto di Luigi Illica e
Giuseppe Giacosa
tratto dal dramma La Tosca di
Victorien Sardou
Andrea Battistoni direttore
d'orchestra
Stefano Poda regia, scene,
costumi, coreografia e luci
Paolo Giani Cei regista
collaboratore
Claudio Fenoglio maestro del coro
di voci bianche
Gea Garatti Ansini maestro del
coro
Orchestra, Coro e Coro di voci
bianche Teatro Regio Torino
Nuovo allestimento Teatro Regio
Torino
In coproduzione con Аbау Kazakh
National Ореrа
Ekaterina Sannikova Floria Tosca
Vincenzo Costanzo Mario
Cavaradossi
Claudio Sgura Scarpia
Matteo Torcaso Il sagrestano
Daniel Umbelino Spoletta
Igor Durlovski Cesare Angelotti
Eduardo Martínez Sciarrone
Lorenzo Battagion Un carceriere
Roberto Calamo Un carceriere
Tosca è un’opera lirica poeticamente feconda di arie
divenute celebri ed amate in tutto il mondo! Chi non conosce ed ama «Recondita
armonia», «Vissi d’arte», «E lucevan le stelle»?
Come racconta lo stesso visionario realizzatore scenico in
toto -regia, scene,costumi, luci, coreografia- ovvero il Premio Abbiati 2023
Stefano Poda, Tosca è ambientata
tra il dualismo fra il settecento ormai decadente e
l’ottocento dalle grandi speranze di rinnovamento civile e sociale in una
romanità fatta di marmi e simbolismi.
Alla presentazione di questa edizione di Tosca, il Polo
culturale Marengo con l’Unione giornalisti e i Comunicatori europei hanno
consegnato a Poda ed al direttore musicale del Regio di Torino Andrea
Battistoni, la Medaglia di Marengo a evidenziare il legame storico tra il
libretto di Illica e Giacosa e la vittoria di Napoleone alla Mattaglia di
Marengo il 14 giugno 1800.
Il capolavoro pucciniano nell’arte di Stefano Poda in collaborazione con Paolo Giami Cei, diviene, se possibile, ancora più capolavoro, riuscendo con essenzialità a creare spettacolarità e visualizzare il dialogo tra un passato recalcitrante a finire e la contemporaneità che paga cari prezzi per realizzarsi; viene data una chiave di lettura affascinante e coinvolgente che trasporta lo spettatore in un mondo cognitivo ed al tempo stesso pura emozione travolto da una realizzazione spettacolare ed attrattiva sospesa in una costruzione impalpabile seppur definita.
La Roma pontificia con una feroce polizia che reprime e sopprime i seguaci di Bonaparte e i loro sostenitori e collaboratori, è palcoscenico di un giallo storico ricco di colpi di scena amplificati dalla musica di Puccini che esalta ogni singolo personaggio ed offre ad ogni interprete la possibilità di esprimere vocalità e sentimento in unicum esaltante.
Venendo a qualche dettaglio possiamo individuare al primo atto le teche delineate solo dai bordi illuminati con Santi e Madonna sovrastati da ologrammi classici tridimesionali in continuo avvicendamento, sempre rigorosamente bianchi per interrompere con classe e maestria l’uniformità del colore grigio nelle varie tonalità ed il marmo dei palazzi romani. Interessante la sintonizzazione tra i toni più bassi dell’orchestra con il colpo di cannone a fuoco.
Nel secondo atto spicca il Papa re che con cenni di direzione d’orchestra e coro, con paludamenti preziosi sovrasta la scena ad imperare su tutto quando gli sottostà. All’ultimo atto interessante l’ologramma della sola ala bianca dell’angelo a simboleggiare l’intero palazzo e...colpo di teatro Tosca non si butta dal Castello, ma è una parete del castello che cade (crollo dell’epoca e del sistema…) lasciando Tosca da sola in piedi: sola, ma vincitrice! Ancora un apprezzamento per i vari piani di scena sapientemente utilizzati per l’architettura dei vari momenti, la cappella degli Attavanti, la prigione e la fucilazione che hanno contribuito a circoscrivere con definizione i vari momenti e ambientazioni della narrazione.
Una menzione ai costumi di
grande cura ed attenzione, come per le guardie pontificie che indossano
uniformi replicanti i colori clericali, il nero e il rosso creando una
comunicazione filologica che coinvolge anche
visivamente lo spettatore.. Ottimi i movimenti coreografici
sempre improntati alla eleganza di movimento e all’impreziosimento della
realizzazione.
Un plauso ai cori di livello superbo e unicum con il tutto.
Altro plauso all’orchestra ed al suo direttore musicale Andrea Battistoni che insieme traggono momenti di assoluta liricità e di estrema bellezza: commovente partecipazione e fuoco di emozioni.
Venendo al cast:
Katerina Sannikova, elegante ed accorata Floria Tosca,
commuove facendo rivivere la passione in tutto l’arco di colori, dal più
passionale, al più cupo raggiungendo livelli vocali e scenici di tutto risalto
insieme a Vincenzo Costanzo fieramente interprete di Cavaradossi. Scarpia, il
potente sconfitto ed ucciso ‘da una donna’ è superbamente reso da Claudio Sgura
in eccellente forma.
Per semplicità e sintesi possiamo elogiare i vari interpreti
ovvero Daniel Umbellino, Igor Durlovski, Eduardo Martinez, Lorenzo Battagion e
Roberto Calanno. Tutti in ruolo e ben inseriti nell’azione scenica.
In Tosca il coro ha ruolo determinante e non possiamo che
applaudire Claudio Fenoglio maestro del coro di voci bianche e Gea Garatti
Ansini maestro del coro.
La Musica vince sempre
Renzo Bellardone
credit foto: Daniele Ratti – Mattia Gai
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