La prima volta di Marco Betta è un'acrobazia che apre la stagione con una "non-opera", mette in vetrina il corpo di ballo con quattro titoli, recupera un'inaugurazione mancata come "Onegin" e chiude mantenendo la promessa più attesa: la bacchetta di Riccardo Muti per dirigere "Don Giovanni". Il sovrintendente del Teatro Massimo presenta così il suo primo cartellone. reinventato qua e là rispetto all'eredità Giambrone, causa 2,9 milioni in meno, e incassa la doppia promessa del sindaco Lagalla: l'impegno sui contributi 2022 "perché non si può assicurare continuità di lavoro senza che le amministrazioni facciano il loro dovere" e la garanzia di portare al termine il mandato alla faccia dello spoils system perché a lui, dice il sindaco, "interessa la qualità" e quindi "chi si aspettava rese dei conti post elettorali dopo la violenza verbale della campagna elettorale è rimasto deluso".

E allora avanti con la novità "Kaiserrequiem", lo spettacolo che apre la stagione l'8 novembre, anticipando l'inaugurazione di due mesi rispetto alla tradizione: una creazione del direttore musicale Omer Wellber e del regista Marco Gandini che hanno fatto una sorta di crasi tra "Der Kaiser von Atlantis" di Ullmann e il "Requiem" di Mozart, mischiando i due pezzi "in modo che uno illumini l'altro", spiega il direttore. Nel cast, tra gli altri,  il baritono Markus Werba e il mezzosoprano Julia Rutigliano. Wellber sarà anche sul podio di "Onegin" di Cajkovskj, a maggio, per la regia di Johannes Erath, il titolo che avrebbe dovuto aprire la stagione 2021, e poi, per la stagione dei concerti, dirigerà "Cabaret!" su musiche degli anni Venti, con il performer Ernesto Tomasini, "una serata di enorme libertà".

Il bozzetto della scena di "Kaiserrequiem"
Il bozzetto della scena di "Kaiserrequiem" 


Col suo italiano più che accettabilece deliziosamente marcato di francese, il neo direttore del corpo di ballo Jean-Sebastien Colau annuncia che quest'anno "il ballo balla": a dicembre "Lo schiaccianoci", che Colau firma con Vincenzo Veneruso, , a marzo "Le corsaire" (coreografia di Josè Martinez) , a giugno "Carmen" (coreografia di Leo Mujic) e a settembre 2023 "L'ultimo bacio di Anna" di Veneruso, più un paio di titoli al teatro di Verdura per l'estate. "Voglio che i ballerini lavorino molto", dice Colau.

Il soprano Nino Machaidze sarà Violetta
Il soprano Nino Machaidze sarà Violetta 

Immancabile una "Traviata", a gennaio, regia di Mario Pontiggia, con il soprano georgiano Nino Machaidze, già applaudita al Massimo in "Guglielmo Tell", nel ruolo di Violetta, mentre Damiano Michieletto metterà in scena il "Don Pasquale" di Donizetti, coproduzione con il Covent garden di Londra e l'Opera di Parigi: nel cast Michele Pertusi, nel ruolo del titolo, e Markus WerbaMichele Spotti sul podio. Accantonata, si spera temporamente, l'inaugurazione con "Robert le diable" di Meyerbeer, la coppia di registi Di Gangi-Giacomazzi si "consola" con la ripresa della loro "Norma", mentre Gabriele Ferro tornerà a settembre per dirigere "Orfeo e Euridice" di Gluck. Gran finale nel novembre 2023, con Riccardo Muti che, dopo il "Requiem" di Verdi costretto allo streaming dal Covid dirigerà davanti a un pubblico "Don Giovanni" di Mozart con la regia della figlia Chiara. Slitta alla prossima occasione"Elisabetta regina d'Inghilterra" per la regia di Davide Livermore ma il cartellone dei concerti vede la direzione di Giovanni Sollima per il suo "Stabat mater", il violino di Salvatore Greco, spalla dell'orchestra del Massimo, giovanissime bacchette,come Manuela Ranno, e il "Requiem per le vittime della mafia" pensato dopo le stragi del '92, il 12 novembre, per chiudere il trentennale di Capaci e via D'Amelio: musiche di Ferrero, Galante, Arcà, D'Amico, Sollima, Betta Tutino.

Una scena di "Norma"
Una scena di "Norma" 

Ma quanto è stato difficile mettere in piedi una stagione senza la voce "fondi del Comune" in bilancio? "Questa è una stagione collettiva che abbiamo concepito come una sinfonia con variazioni - glissa Betta - Noi non ci siamo mai fermati".

C'è spazio per "Opera city" allo Sperone e a Brancaccio, per il nuovo testo di Gery Palazzotto, "L'altro", con le musiche di Fabio Lannino e Diego Spitaleri e l'attore Gigi Borruso, per la collaborazione con l'orchestra del Brass per un concerto e con Palazzo Butera, per l'immagine della stagione, firmata Elisabeth Scherffig: due teste nella ragnatela della città.